Il Tirreno

Empoli

CURIOSITÀ/1

Una via antica per il postino fucilato

Alfredo Soldaini fu ammazzato dai tedeschi a Sasso Marconi

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FUCECCHIO. Fino a dopo la Liberazione era via Sambuca, quel mozzicone di strada che, ora, unisce piazza Cavour (piazza dei Ferri) a Poggio Alberighi. Fino alla metà dell'Ottocento, costeggiava palazzo Bonistalli, poi demolito (e nacque la piazza), e palazzo Conti, ancora esistente sull'angolo di via del Gentile (via Machiavelli). Dopo la guerra, è diventata via Alfredo Soldaini, per onorare il postino, preso e fucilato dai tedeschi nel 1944.

Alfredo Soldaini viene preso il 20 agosto a Torre, insieme a molti altri. E' con Tommaso Marradi. Il quale non ha alcuna intenzione d'andare con i tedeschi..

In località Dreoli ( Massarella), nei pressi della villa dei Settepassi, Marradi decide d'andarsene. Si mette a correre entrando nel bosco, lì a due passi. Un tedesco se ne accorge e gli spara. Ma non lo prende. Marradi va verso il Padule. Soldaini rimane incolonnato.

Di lì a poco, vengono fatti salire su un camion. Il viaggio è lungo. A Porretta, si fermano. A questo punto, Soldaini decide di scappare. Con lui, Guido Pozzolini, altro postino di Fucecchio, i fratelli Giuseppe e Silvano Pallesi e Silvano Canzani, di Santa Croce sull'Arno. Ma non ce la fanno. Vengono ripresi, portati, con gli altri, a Sasso Marconi e tenuti quattro giorni a pane e acqua. Al quarto giorno, sono costretti a scavare una fossa davanti al plotone d'esecuzione. Tutti e quattro rifiutano la benda. Soldaini fa segno di colpirlo al cuore. Poi, il grosso dei rastrellati, obbligati ad assistere, li sotterrano per bene. Su Soldaini mettono il basco. Inseparabile.

Riccardo Cardellicchio

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