Gioco
Un fondo di 90mila euro per gli sconti sulla bolletta
Via libera dell’Autorità idrica toscana per le utenze deboli dell’Empolese Valdelsa I bonus saranno erogati direttamente dai Comuni, in arrivo i primi bandi
EMPOLI. Un piccolo aiuto a centinaia di famiglie in difficoltà. Il direttore generale dell’Autorità idrica toscana Alessandro Mazzei, ha firmato il decreto che ripartisce i fondi (oltre trecentomila euro nel territorio dell’ex Ato 2 Basso Valdarno) tra i Comuni, che a breve pubblicheranno i bandi.
La procedura. Tutte le competenze relative all’informazione della cittadinanza, la predisposizione delle graduatorie e l’erogazione dei rimborsi sono affidate ai servizi sociali all’interno dei municipi. Che hanno ampia autonomia organizzativa e decisionale nell’individuazione degli aventi diritto e dei rimborsi da assegnare. Con tre “paletti” fissati dall’Autorità idrica Toscana: l’utilizzo del metodo Isee nell’individuazione degli aventi diritto, l’esaurimento del fondo a disposizione e la rendicontazione all’Ait dell’entità dei rimborsi erogati, del tetto Isee utilizzato e del numero degli utenti coinvolti.
Così nel 2012. Dall’analisi dei dati relativi all’anno scorso, emerge che l’89% degli importi a disposizione dei Comuni sono stati erogati agli utenti, o sono comunque in via di erogazione, per un totale di 327mila euro. Tra i cinquantasette Comuni coinvolti, soltanto in quattro non hanno mai concesso i soldi disponibili. E tra questi c’è anche Montaione (insieme a Lorenzana, San Gimignano e Villa Basilica), che oltre a non ricevere ulteriori finanziamenti viene sollecitato a «procedere comunque con l’assegnazione agli utenti dei fondi residui incamerati negli anni precedenti». Due amministrazioni pistoiesi hanno erogato meno del 50% dei fondi assegnati (Massa e Cozzile e Montecatini Terme), mentre 48 enti (dieci dell’Empolese Valdelsa) su cinquantasette hanno utilizzato l’intero “tesoretto”: per questo il fondo a loro disposizione sarà decurtato del 20%. Per il 2013, ai 300mila euro già a disposizione (attraverso il fondo di solidarietà inserito in tariffa), l’Ait ha aggiunto i diciassettemila euro non assegnati nel 2012.
Nell’Empolese Valdelsa. Ecco dunque i soldi a disposizione degli enti del circondario per l’anno 2013: in tutto sono poco più di novantunomila euro, in crescita rispetto a un anno fa, quando gli undici enti si ritrovarono a gestire circa ottantamila euro. Capraia e Limite 3.814 euro, Castelfiorentino 10.344 euro, Cerreto Guidi 4.250 euro, Certaldo 9.377 euro, Empoli 26.577 euro, Fucecchio 10.193 euro, Gambassi Terme 2.658 euro, Montaione 3.264 euro (residuo anni precedenti, nessuna nuova assegnazione), Montelupo Fiorentino 7.321 euro, Montespertoli 6.381 euro, Vinci 7.768 euro.
L’iter. A questo punto la palla passa nelle mani degli uffici comunali dell’Empolese Valdelsa, che avranno il compito di mettere a punto e pubblicare i bandi. Che in linea di massima – anche alla luce di quanto è avvenuto negli anni precedenti – dovrebbero essere disponibili già entro il 10 novembre.
Quanto spetta. In linea di massima sarà riservato un occhio di riguardo agli anziani, a chi ha perso il lavoro o alle prese con la cassa integrazione. Di solito il contributo si aggira sui cinquanta euro, ma molto dipenderà anche dal numero di richieste che arriveranno agli uffici. Decisive saranno le soglie dell’Indicatore della situazione economica equivalente (che solitamente cambiano a seconda del Comune). Per avere accesso agli aiuti i componenti del nucleo familiare non devono essere intestatari di moto e auto di grossa cilindrata, e in alcuni casi anche di immobili o terreni edificabili, che fanno scattare l’esclusione dalla graduatoria. Una serie di “paletti” che vengono inseriti dalle amministrazioni comunali per escludere dal beneficio i “furbetti”, che magari chiedevano (e ottenevano) il bonus e poi se ne andavano in giro in suv. Proprio nell’ottica di calibrare bene i destinatari dei soldi pubblici, evitando di cadere nella trappola per esempio degli evasori totali, c’è chi sceglie di non accettare le richieste delle famiglie che hanno l’Isee azzerato (salvo diversa indicazione dei servizi sociali).
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