La manifestazione
Comune cerca un precario 133 al concorso
Boom di domande per un contratto di 1 anno domani la prova scritta al Checchi di Fucecchio
FUCECCHIO. In 133 per un posto da impiegato in Comune a Fucecchio. Durata del contratto: un anno, a tempo pieno. Un concorso per la sostituzione di una dipendente in maternità diventa un sogno da inseguire per un esercito di disoccupati. Abituati a mettersi in fila per un qualsiasi impiego, anche di pochi giorni, figuriamoci per mettere un piede – seppur temporaneo – nella pubblica amministrazione. Domani si ritroveranno alle 14.30 all’istituto Checchi di Fucecchio per sostenere la prova scritta, primo ostacolo lungo il cammino che porterà alla selezione di un addetto per l’ufficio personale, che dovrà occuparsi di buste paga (richiesto il diploma di scuola superiore). «C’è poco da meravigliarsi – esordisce il sindaco Claudio Toni – di fronte all’elenco dei 133 ammessi. La pubblica amministrazione non assume praticamente più e anche le stabilizzazioni sono sottoposte a troppi vincoli. Poi c’è da fare i conti con l’allungamento dell’età pensionabile e con la crisi economica: un mix che inevitabilmente finisce per far scattare la caccia collettiva anche a un posto da precario».
Però, a proposito di tagli e spending review, viene in mente subito anche un altro aspetto: per sostituire una dipendente in maternità si deve fare un concorso, la cui organizzazione non è certo gratuita: «Alla fine spenderemo 5-6mila euro, forse anche di più. C’è da considerare la commissione, il cui compito non finisce con la prova scritta: poi ci sarà l’orale. E c’è da garantire la vigilanza e tutto il resto. Ma non avevamo alternative: in passato abbiamo attinto anche da graduatorie di altri Comuni limitrofi, ma in questo momento non ce n’erano aperte». E così si se domani si ripropone la stessa esigenza a Empoli, gli uffici di via Del Papa dovranno fare un altro concorso; se tra una settimana succede a Certaldo, stesso iter: «E questo – sottolina Toni – non è giusto. Dobbiamo trovare una soluzione tutti insieme, per evitare questi sprechi, sul piano economico e su quello dell’impiego delle risorse umane». Un compito che sembrerebbe calzare a pennello all’Unione dei Comuni: «Dobbiamo lavorare per razionalizzare, creando un ufficio del personale unico a livello di circondario, in grado di occuparsi anche della gestione dei concorsi. Oppure dobbiamo individuare un Comune “capofila” che si occupi della questione per tutti gli enti della zona – estendendosi anche oltre i confini dell’Empolese Valdelsa – in grado di organizzare i concorsi le cui graduatorie siano poi utilizzabili da tutti».
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