Gioco
Snellire le pratiche, così si può rilanciare l’economia locale
Il Comune unisce 14 operatori per far ripartire l’edilizia Ma tra i gestori pubblici ci sono tante defezioni
MONTELUPO FIORENTINO. A soli tre mesi dalla sua approvazione in Parlamento, il “Decreto del fare” diventa operativo a Montelupo Fiorentino grazie alla firma di un protocollo d’intesa tra il Comune e associazioni di categoria, aziende, professionisti e assicurazioni del circondario.
In tutto quattordici operatori di diversi settori economici e produttivi riuniti nell’idea di “Partecipare al fare”, come è stata nominata l’iniziativa di ieri mattina svoltasi nell’aula consiliare del Comune di Montelupo.
Un progetto che ha per obiettivo un rapido sviluppo dell’economia, soprattutto locale, grazie al rilancio dell’edilizia, alla valorizzazione della cultura e della formazione, alle sinergie tra amministrazioni pubbliche e imprese e la promozione di energie rinnovabili e di una edilizia sostenibile.
«Non è solo un patto per far ripartire il comparto edilizio, – dichiara il sindaco Rossana Mori durante la conferenza stampa tenuta ieri mattina nell’aula consiliare del Comune di Montelupo Fiorentino – Ma riteniamo che questo settore sia decisivo per far leva sulla crisi e sulla stasi economica. Iniziative culturali e scuole di formazione saranno i passi successivi di quello che speriamo sia una pronta ripresa».
Non sono mancate le polemiche per l’assenza ingiustificata delle compagnie che gestiscono i servizi di acqua, gas e telefonia che hanno sorpreso negativamente lo stesso sindaco di Montelupo.
«Non vorrei interpretare questa assenza come una mancanza di assunzione di responsabilità» dichiara il sindaco Mori riferendosi ai rappresentanti di aziende pubblioc/private come Acque, Toscana Energia, Eni e Telecom che hanno dato forfait nonostante l’invito a partecipare alla firma di un accordo che avrebbe dato garanzie sul delicato settore dei servizi da erogare ai cittadini.
In passato non pochi grattacapi hanno dato i gestori al Comune di Montelupo che si è dovuto fare da garante nei confronti di operatori del settore che hanno investito sul territorio e che poi si sono visti negare o rallentare le procedure di allaccio dell’acqua o dei servizi necessari alla partenza delle opere realizzate.
«Qualcuno potrebbe essere denunciato per inadempienze» dichiara sibillina il sindaco che dimostra nei fatti come il rapporto con i gestori dei servizi di acqua e energia sul territorio siano difficili non solo con i semplici cittadini ma anche con gli enti pubblici.
E poi conclude: «I piani di intervento delle compagnie che gestiscono i servizi vengono riformulate di anno in anno. Nelle opere sul nostro territorio il Comune ha spesso dato anche disponibilità economiche e logistiche per garantire maggiore efficienza. Speriamo che in futuro le nostre relazioni migliorino».
Proprio questo è uno dei punti di maggiore importanza nell’accordo firmato ieri mattina: la convergenza tra pubblico e privato.
«Credo che pubblico e privato debbano lavorare assieme in maniera sempre più assidua», afferma in una dichiarazione Simone Campinoti di Confindustria.
Così anche l’assessore regionale Vittorio Bugli, lodato dal sindaco Mori per l’impegno nel creare le basi per la realizzazione ed il finanziamento del progetto: “L’iniziativa di questa mattina ci da la possibilità di incentivare il privato ma al contempo fare anche l’interesse collettivo”.
Le dichiarazioni sono confermate dai contenuti del protocollo che passa per quattro punti fondamentali: snellire la burocrazia, supportare i privati, incentivare il Fund Rising (fondi strutturali per interventi di privati nell’interesse pubblico) e agevolare economicamente le grandi opere come quelle piccole.
In questo senso per le imprese sono previste delle rateizzazioni degli oneri di urbanizzazione in relazione all’entità delle opere di interesse pubblico; la semplificazione delle procedure di agevolazione sull’Imu e l’esenzione dal pagamento della tassa per l’occupazione del suolo pubblico.
Per i privati ci sarà una riduzione dei diritti di segreteria sulle piccole opere come le ristrutturazioni e la rateizzazione degli oneri anche per importi inferiori a duemila euro. Concretamente il progetto ha per scopo la ripresa dei lavori che per motivi diversi si sono interrotti e l’inizio dei nuovi interventi entro 6/9 mesi.
«Non possiamo pretendere di andare troppo veloci, – dichiara l’architetto Riccardo Manetti responsabile del progetto - Ma contiamo almeno di smuoverci dalla stagnazione che è la peggiore condizione in cui stare».
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