Il Tirreno

Empoli

Oltre quattrocento le pensioni che restano ferme

di Marco Pagli

Empolese-Valdelsa: sono quelle che superano i tremila euro La rivalutazione riguarda invece quasi 4500 cittadini

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EMPOLI. Sono oltre 4.500 i pensionati dell’Empolese Valdelsa “rivalutati” con la Legge di stabilità, che nei prossimi giorni affronterà l’iter parlamentare. Il testo, infatti, prevede novità sostanziali riguardo all’indicizzazione delle pensioni che torneranno ad essere agganciate all’inflazione (le previsioni per il prossimo anno rimangono sull’1,5%) seppure in maniera parziale.

Il provvedimento, che in questa parte è stato curato dal ministro del Lavoro Enrico Giovannini, introduce un sistema costituito da quattro scaglioni smontando l’impianto studiato dal governo Monti. L’esecutivo dei tecnici, infatti, con la Legge di stabilità 2012 aveva bloccato le indicizzazioni degli assegni superiori a 1.500 euro sia per il 2012 che per l’anno in corso al fine di reperire risorse. Dal 2014, invece, la perequazione automatica tornerà per le pensioni fino a sei volte il minimo, cioè per quelle di poco inferiori a 3mila euro.

Per i 427 titolari del circondario che percepiscono un assegno mensile superiore a questa soglia, insomma, continuerà ad essere bloccata l’indicizzazione. Mentre per coloro che stanno sotto l’allacciamento all’inflazione tornerà anche se, come accennato, in maniera scaglionata. Il primo scaglione, il 100% del tasso, riguarderà le pensioni fino a tre volte il minimo (1.500 euro circa), il 90% per lo scaglione compreso tra tre e quattro volte il minimo (fino a 2.000 euro circa), il 75% per l’intervallo tra le quattro e le cinque volte il minimo (all’incirca fino a 2.500 euro) e il 50% fino a cinque volte l’importo minimo previsto per legge (poco meno di 3.000 euro). A gioire, come detto, saranno poco meno di 5mila persone che vedranno rimpinguarsi il proprio assegno di alcune decine di euro ogni mese, a seconda dello scaglione di appartenenza. Solo per avere un’idea della portata del provvedimento, per chi ha una pensione compresa tra 1.500 e 2mila euro (nell’Empolese Valdelsa sono 3.071 i pensionati in questa fascia) alla fine dell’anno riscuoterà una cifra sui 200-230 euro in più rispetto allo scorso anno. Poco meno di 300 euro in più riscuoterà chi è nella fascia tra i 2mila e i 2.500 euro (nel territorio sono intorno ai mille). Mentre si tornerà sui 200 euro in più per l’ultimo scaglione utile, cioè quello al 50% (nel quale sono compresi circa 500 pensionati). Il blocco, invece, rimarrà anche per il prossimo anno per coloro che percepiscono un assegno mensile che supera i 3mila euro. Per le pensioni d’oro, che nel circondario sono 427 (9 in più rispetto allo scorso anno, quando si erano fermati a 418), non ci sarà rivalutazione sulla base del tasso di inflazione.

La decisione, come ha spiegato lo stesso ministro al Welfare Giovannini, non sarebbe finalizzata a fare cassa ma solo a garantire l’equità sociale tra chi gode di un trattamento elevato e chi invece deve far quadrare i bilanci mensili con poche centinaia di euro. I titolari di pensioni sopra i 3mila euro nel circondario sono nel complesso appena il 3% del totale e costituiscono un universo parallelo rispetto al grosso dei beneficiari: basti pensare che l’importo medio percepito negli undici comuni è di 779 euro al mese. La previdenza dorata riguarda quasi interamente pensionati per anzianità, mentre rimangono praticamente fuori tutte le altre tipologie come disabili, invalidi e superstiti. Guardando alle categorie lavorative, ci si rende conto che gli ex lavoratori dipendenti sono più del doppio rispetto ai lavoratori autonomi. Un altro aspetto da sottolineare, inoltre, è che gli assegni alti sono erogati quasi esclusivamente a uomini, mentre le donne arrivano a malapena a quota cento. Il comune che ha più super pensioni è, come immaginabile, Empoli con 139. A Fucecchio sono 52, mentre sopra i quaranta sono a Montespertoli (46) e Vinci (43.) Sono 38 a Montelupo, 34 a Castelfiorentino, 25 a Certaldo, 23 a Capraia e Limite. Appena 15 si trovano a Cerreto, mentre tra Gambassi e Montaione se ne contano 12. Nel pacchetto che riguarda la previdenza è stata introdotto anche un contributo di solidarietà previsto per coloro che possono contare su importi pensionistici davvero elevati. Impossibile, sulla base dei dati presenti nel database dell’Inps, poter quantificare gli ulteriori scaglioni che superano i 3mila euro. In ogni caso, dal prossimo anno verrà effettuato un prelievo del 5% della parte di pensione tra i 100mila e i 150mila euro lordi l’anno. Mentre verrà prelevato il 10% per la parte eccedente i 150mila euro. Infine del 15% per la parte eccedente i 200mila euro annui. Il prelievo pro-esodati sarà ripetuto per 3 anni.

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