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Ancora sommersi dall’acqua tre giorni dopo

Ancora sommersi dall’acqua tre giorni dopo

La famiglia abita vicino alla cassa di espansione di Madonna della Tosse «Non volevano venire con le idrovore perché ormai l’emergenza era passata...»

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CASTELFIORENTINO. In Valdelsa, dopo l’ondata di maltempo che si è abbattuta su tutta l’area lunedì mattina, ancora ieri la situazione era precaria in una zona. Siamo a Castelnuovo, lungo la via Sanminiatese. Esattamente in via Paolini, accanto alla cassa di espansione di Madonna della Tosse dove abita una famiglia che solo ieri sera alle 19 ha visto arrivare gli addetti della polizia idraulica a togliere l’acqua tutto intorno alla loro abitazione. «E solo perché siamo stati ore e ore a telefono a litigare», spiega Carlo Callaioli che abita in questa casa con la moglie e le figlie.

Sono stati allagati per tre giorni interi. L’Elsa era ormai bassa e così lo scolmatore mentre l’acqua era rimasta nella terza cassa di espansione. L’abitazione della famiglia Callaioli-Ragazzo si trova appunto nella terza cassa di espansione costruita lungo l’Elsa a Madonna della Tosse. Con l’acqua di lunedì si è riempita. Ma poi i terreni non sono ritornati in condizioni di normalità. Come invece il resto.

Carlo Callaioli ha chiamato il Comune di Castelfiorentinoche ha fatto un sopralluogo subito dopo l’evento. Poi però il tempo è passato e il problema è rimasto. «Nessuno - spiega Callaioli - voleva venire a toglierci l’acqua dalla nostra proprietà perché ci hanno detto che ormai era passata l’emergenza... ».

«Ci hanno spiegato anche che si poteva intervenire solo - continua - con un’autorizzazione particolare perché dalla mia abitazione, in una proprietà privata, si doveva portare l’acqua nella cassa di espansione». Il paradosso era che «il fiume è ormai da molte ore basso e non c’è neppure più acqua nello scolmatore. Cosa diversa intorno alla mia abitazione, nel giardino e nell’orto perché probabilmente l’acqua non defluisce bene».

Callaioli e sua moglie non si sono dati per vinti: «Ho telefonato in continuazione al Comune - racconta l’uomo molto arrabbiato - e ho litigato perché non era possibile avere ancora l’allagamento intorno a casa quando tutto ormai era tornato alla normalità». A furia di tentativi, alla fine Callaioli ha visto arrivare i mezzi della polizia idraulica. E quando ormai era già buio le idrovore sono entrate in funzione. Carlo Callaioli resta comunque preoccupato per il futuro: «Tutte le volte che c’è un’ondata di maltempo la nostra proprietà è sottoposta a questi problemi - spiega ancora - perché probabilmente c’è qualcosa nel sistema dei fossi che non va bene».

Lucia Aterini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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