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Zona mineraria sott’acqua: scatta la protesta a Certaldo

Zona mineraria sott’acqua: scatta la protesta a Certaldo

Il comitato contro l’estrazione di anidride carbonica: «Che garanzie abbiamo se i campi dove dovrebbe sorgere l’impianto per il gas è sottoposto a questi eventi meteo?»

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CERTALDO. Il maltempo, che ha imperversato in Valdelsa, ha colpito duramente Certaldo, soprattutto l'Avanella, località dove potrebbe sorgere l'area per l'estrazione del gas per il progetto San Paolo. Il comitato Difesa e tutela della Valdelsa torna nuovamente all'attacco e lo fa con i suoi contadini che hanno raccolto 5mila firme per ribadire la pericolosità di un'area che con la pioggia dei giorni scorsi si è allagata: «Il fiume Elsa è stato a rischio esondazione - spiegano dal comitato - Quello che è accaduto ci deve portare a riflettere in ordine ai possibili rischi che potrebbero derivare da eventi come questi, quando al posto di campi coltivati dai contadini vi saranno le multinazionali con impianti minerari, pozzi di estrazione e stabilimenti di raffinazione di anidride carbonica».

Passato l’incubo maltempo restano danni e disperazione

L'area interessata dal progetto di 45 ettari è sottoposta a molti vincoli: «E' interessata da una cassa di esondazione, soggetta a inondazioni eccezionali e alluvionali di cui al piano di bacino stralcio rischio idraulico. Il rischio idraulico è elevato oltre che a trovarci in un terreno molto sensibile: è come costruire un castello di sabbia in riva al mare». Di fronte a questi dati, il Comitato si pone nuovamente le stesse domande, nonostante sia arrivato il no politico dal consiglio comunale dal progetto di estrazione del gas: «Quali sono gli interessi in gioco, non certo per i cittadini, tantomeno per l'ambiente, si vuole assecondare la politica del territorio o quella delle poltrone?».

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