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Empoli

Black out per la formazione i soldi ci sono ma non arrivano

Black out per la formazione i soldi ci sono ma non arrivano

Pochissimi saranno i corsi gratuiti in partenza nel prossimo anno, a lanciare l’allarme è l’Asev Si prospetta una riduzione del 75%, un colpo duro soprattutto per le persone disoccupate

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EMPOLI. Pochi fondi, ma molti, moltissimi problemi nella distribuzione delle risorse provenienti dall’Unione Europea e così per la formazione professionale nel nostro circondario si profila un 2014 nerissimo. Il rischio, ad oggi veramente concreto, è quello che i corsi organizzati periodicamente dall’Asev, il prossimo anno si riducano drasticamente, addirittura del 75%. Un duro colpo soprattutto per quelle persone in cerca di occupazione che in questi corsi, molti dei quali gratuiti vedono una risorsa per il futuro, ma anche una speranza a cui aggrapparsi.

Cosa succede. Provando a spiegare in parole povere la questione, l’Unione Europea concede ogni 7 anni dei fondi per la formazione professionale, che vengono distribuiti poi alle Regioni e agli enti preposti, le province o in questo caso il circondario, il tutto attraverso dei bandi. Giunto quasi al termine il periodo 2007-2013 (i fatidici 7 anni) adesso si attendono i nuovi bandi per il periodo 2014-2020. Bandi che però non sono ancora disponibili e che non lo saranno fino alla fine del 2014. Grandissimi e gravissimi ritardi un intero anno dunque, se le cose rimarranno così, resterà completamente scoperto e non ci saranno risorse per mettere in piedi nuovi corsi, se non pochissime iniziative facenti riferimento ai bandi del 2013.

L’allarme. A lanciare l’allarme sul tema è stato Giovanni Occhipinti – delegato alla formazione per il Circondario Empolese Valdelsa, nonché sindaco di Castelfiorentino, che intervenuto alla conferenza stampa di presentazione del progetto Tra.svi.be, presso l’Accademia i Santini, ha mostrato grande preoccupazione per il futuro della formazione nel nostro territorio. «Il Circondario ha sempre cercato di investire in formazione tanto che dei fondi che ci erano stati concessi per il periodo 2007-2013 è rimasto soltanto qualche migliaio di euro, li abbiamo praticamente esauriti». «Purtroppo per il 2014 i nuovi fondi non sono ancora stati stanziati, saremo costretti a ridurre al minimo i servizi, perché non avremo risorse per i progetti di formazione e coformazione. Il pardosso – conclude Occhipinti è che agli enti che hanno terminato i fondi e che hanno investito in formazione, saranno penalizzati rispetto a quelli che hanno risparmiato ma che riceveranno ulteriore denaro per essere stati più parsimoniosi».

Niente fondi, niente corsi. Senza risorse, sarà praticamente impossibile per l’Asev, l’Agenzia per lo sviluppo, mantenere gli standard attuali e se non cambierà qualcosa i corsi si ridurranno drasticamente. Si ipotizza che nella più ottimistica delle previsioni nel 2014 i corsi saranno un quarto di quelli attuali, un colpo durissimo per i cittadini. Anche perché le iniziative dall’Asev, sono sempre state un fiore all’occhiello per il circondario, molti dei corsi organizzati infatti sono gratuiti anno dopo anno a Empoli sono arrivate persone da tutta la Toscana, ma anche da tutta Italia, per specializzarsi, magari come panificatore o come salumiere, per cercare una qualifica, un’opportunità concreta nel mondo del lavoro. Ma adesso non sarà più così. «La situazione è davvero critica – spiega Tiziano Cini direttore dell’Asev – questo ritardo nell’arrivo dei fondi ci penalizzerà notevolmente, un ritardo a cascata perché sono diversi i passaggi che devono essere attuati: da Bruxelles allo Stato, dallo stato alle regioni. Più che un problema di risorse c’è un ritardo di programmazione e così per noi il 2014 sarà scoperto». «Saranno assicurati i corsi per i ragazzi dai 16 ai 18 anni che devono assolvere l’obbligo scolastico perché in quel caso i fondi sono statali e cercheremo di attivarne altri con i fondi che rimangono. Ancora purtroppo - aggiunge Cini - non si percepisce bene il problema, ma intorno ai mesi di aprile maggio ci si renderà conto della gravità della situazione con le presone senza occupazione che verranno in cerca di un lavoro e noi non sarà possibile offrire neanche la formazione».

Alessandro Marmugi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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