Sicurezza
Un metro e mezzo di fango nelle nuove case popolari
Fiume di acqua e detriti si riversano negli appartamenti sotto strada: tre famiglie evacuate Anziana accusa un malore e a Sant’Andrea scoppia la protesta: «Lasciati soli per ore»
EMPOLI. «Non ho più niente, come faccio?». Elisa piange. Si dispera: guarda i pennarelli di sua figlia che galleggiano sul “fiume” di fango che esce dalla sua casa. I vicini provano a dargli conforto. E intanto schiumano rabbia. Sant’Andrea, frazione di Empoli. In via del Donatore c’è un gruppo di case popolari consegnate appena un anno e mezzo fa da Publicasa e Comune a 13 inquilini. Che dal sogno realizzato sono piombati nell’incubo. Il retro del palazzo è sotto-strada, ai piedi di una discesa. «Sembrava un enorme fiume di melma» raccontano i residenti sotto choc. L’acqua ha prima trasformato il retro delle case popolari in una vasca. Poi ha sfondato gli infissi ed è penetrata all’interno. Seminando devastazione. Tre famiglie sono state evacuate. Una donna, che vive da sola, si è sentita male ed è stata soccorso dall’automedica. Un’altra persona è uscita da sola dall’abitazione. La più giovane si è vista piombare l’acqua in casa: per fortuna la sua bambina era a scuola, e non ha visto niente. Non ha visto – almeno per ora – che la sua casa è devastata, che molte delle sue cose sono ricoperte di fango. Michael Aronica è il primo a entrare negli appartamenti, dove l’acqua arriva a un metro e mezzo d’altezza: salva due gattini. Aiuta l’anziana. Intanto fuori Gianni e Yuri cercano disperatamente di “liberare” le fogne, che non ricevono l’acqua: via del Donatore è un fiume. Una volta aperte le porte dei tre appartamenti, inizia ad uscire di tutto: dalle suppellettili alle scarpe, fino ai libri. Intanto scatta la gara di solidarietà: c’è chi porta dei vestiti, chi offre un posto dove dormire. Chi pensa a salvare almeno i quaderni della piccola, gli album di famiglia e i documenti.
E chi protesta, con le lacrime agli occhi, sotto la pioggia battente: «È dalle nove che chiediamo aiuto, ma qui non si è visto nessuno. È una vergogna. Ci sentiamo abbandonati. Dove sono i vigili del fuoco?». Arrivano in tarda mattinata, ma c’è anche da dire che ieri sono stati letteralmente sommersi dalle chiamate da tutto l’Empolese Valdelsa. Senza dubbio però la situazione di Sant’Andrea si è rivelata una delle più gravi. I primi ad arrivare sul posto sono gli agenti della polizia municipale, insieme al presidente di Publicasa Pietro Bonci: «Sono venuti giù detriti e fango da Monterappoli. Ci attiveremo col Comune per chiedere lo stato di calamità e valuteremo se ci sono interventi da fare per mettere in sicurezza il palazzo». Ma intanto 4 persone (tre nuclei familiari diversi), sono senza un tetto: «Abbiamo trovato una sistemazione provvisoria a tutti loro – assicura in serata l’archietto Cosimo Gambuti di Publicasa –. E ci siamo attivati per ripulire gli appartamenti in tempi brevi con l’aiuto di una ditta specializzata. Nel frattempo metteremo a disposizione di queste persone altre case popolari, in maniera temporanea, in attesa di farli tornare qui». A poche decine di metri di distanza il circolo Arci è stato invaso da 10 centimetri di melma: i volontari hanno lavorato ore per riportare la situazione alla normalità.
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