Non solo “bombe d’acqua” l’uomo ha le sue responsabilità
EMPOLI. Un nubifragio eccezionale (ma non da record). Ma anche rii tombati che “esplodono” e trascinano melma e detriti nelle case. Fosse che non riescono a ricevere l’acqua piovana, per via della...
EMPOLI. Un nubifragio eccezionale (ma non da record). Ma anche rii tombati che “esplodono” e trascinano melma e detriti nelle case. Fosse che non riescono a ricevere l’acqua piovana, per via della scarsa manutenzione. Argini che si sgretolano, strade che diventano fiumi. Campagne completamente abbandonate. Il nubifragio di ieri che ha messo in ginocchio l’Empolese Valdelsa ha più “padri”: non si può liquidare con una capriccio del meteo. Francesco Pasi è meteorologo del Lamma (consorzio tra Regione Toscana e Cnr): «Nell’Empolese Valdelsa sono caduti dai 60 ai 100 millimetri di pioggia in poche ore. Si tratta di una quantità importante, che ha un tempo di ritorno di 5 anni». Dunque, non si tratta di un evento incredibile, di quelli che non si erano mai visti prima. Anche se importante: «I danni sono stati più ingenti perché questa situazione specifica si è inserita in un contesto perturbato a livello regionale: a cominciare dai 300 millimetri in 12 ore nella zona nord-ovest della Toscana (in questo caso il tempo di ritorno è di 50 anni), ma anche nel senese la situazione è critica». Questa situazione ha mandato in tilt il sistema di fiumi e torrenti. E poi effettivamente sembra di assistere a un mutamento dei temporali: fortissimi e concentrati nell’arco di poche ore. Insomma, le ormai celebri “bombe d’acqua”.
Fin qui le cause legate al meteo. Ma da sole non bastano a giustificare decine di case allagate, strade chiuse al traffico, sindaci costretti a chiudere le scuole per due giorni e danni ingenti. Insomma, un disastro. Fatto di strade che diventano fiumi, come raccontano a Montelupo come a Sant’Andrea, a Martignana come all’Anselmo: «Firmerò un’ordinanza per la rimozione delle strutture in legno che hanno ostruito il fosso». Il sindaco di Montespertoli, Giulio Mangani, punta l’indice contro le “casette” che a suo dire hanno causato il caos tra via della Torraccia e via della Chiocciolaia a Martignana, dove una decina di garage sono stati invasi dall’acqua. Ma i residenti non ci stanno e puntano il dito contro la scarsa manutenzione di fossi e argini. Proteste per il rio (Schifanoia) “tombato” anche a Montelupo, dove in pochi minuti un “rigagnolo” si è trasformato in un fiume in piena. E a Sant’Andrea le case popolari consegnate appena un anno e mezzo fa sono state inondate da un’ondata di fango arrivata dal monte percorrendo una strada solitamente riservata al passaggio delle auto, devastando tre appartamenti.
Difficile pensare che tutto questo sia riconducibile esclusivamente alla violenza del nubifragio. Anche l’uomo ha le sue responsabilità. (f.t.)
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