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Certaldese restaura due antichi orologi del museo Stibbert

Certaldese restaura due antichi orologi del museo Stibbert

A portare a nuova vita i due pezzi Andrea Palmieri, l’inaugurazione con la serata “Il tempo ritrovato” organizzata grazie anche al Rotary club Valdelsa

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CERTALDO. Sono stati inaugurati a Firenze, al museo Stibbert, dei due orologi restaurati e portati a nuova vita dal certaldese Andrea Palmieri con la serata "Il tempo ritrovato" organizzata grazie al Rotary club Valdelsa e Firenze Bisenzio.Il primo orologio da tavolo che ha ripreso a battere il tempo è un oggetto della seconda metà del XIX secolo di provenienza francese. Decorato con inserti in bronzo e tartaruga nello stile "boulle" (famoso ebanista del XVII secolo). Durante i lavori di smontaggio il restauratore e rotariano di Certaldo Andrea Palmieri ha identificato un indizio fondamentale per la datazione dell'oggetto permettendo al Museo di acquisire informazione prima sconosciute. «Ho ritrovato nella piastra superiore della macchina - spiega Palmieri - un sigillo con la data 1855 per pubblicizzare la vincita della medaglia d'argento all'Esposizione Universale di Parigi da parte della ditta costruttrice, ciò fornisce un importante indizio spostando la data di costruzione a dopo questa data». Un'altra particolarità sta nel quadrante dove, da oggi, splende di nuovo un profilo di Luigi XIV tra decorazioni floreali e tralci di vite. Il secondo orologio presentato dopo il restauro è un orologio a pendolo "parigina" in stile impero della prima metà del XIX secolo di provenienza francese con cassa in bronzo dorato a mercurio, raffigurante Amore e Venere dalle lancette "Breguet". Entrambi gli orologi fanno parte della collezione Stibbert «Questa grande avventura è stata un'alta prova sia di cultura che di lavoro artigiano - ha spiegato il presidente Rotary Valdelsa, Pietro Arrigoni - Come sempre il Rotary si dimostra dunque non sono veicolo culturale, ma anche strumento di unione e convivialità tra le persone. Tengo a sottolineare le situazioni di conoscenza e di scambio che si sviluppano durante serate come questa in cui Il Rotary incontra lo Stibbert, ma in cui si fondono anche due Club all'interno del Rotary; in questo caso, il nostro valdelsano e quello di Firenze Bisenzio».

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