Il Tirreno

Empoli

I bar bocciano gli incentivi «Viviamo grazie alle slot»

di Alessandro Marmugi
I bar bocciano gli incentivi «Viviamo grazie alle slot»

Gli esercenti snobbano gli aiuti promessi dalla Regione a chi toglie le macchinette anche se dovranno pagare l’Irap maggiorata: «Toglierle significherebbe chiudere»

3 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. Soldi a chi toglie le slot machine dai propri esercizi, più tasse invece per chi decide di tenerle. Con una nuova legge, appena approvata, la Regione Toscana, vuole infliggere un duro colpo alle ludopatie e alla dipendenza dal gioco. Un provvedimento questo che per adesso però, non sembra trovare i favori della maggioranza dei commercianti del circondario, che nella maggioranza dei casi non sono intenzionati a fare a meno, nei loro bar, nelle loro tabaccherie, nei loro ristoranti delle famigerate macchinette.

Le legge. La Regione concederà contributi agli esercizi commerciali e ai circoli (nel circondario l’Arci ha bandito le slot già da tempo) che rimuoveranno dai locali gli apparecchi per il gioco, mentre chi continuerà a tenerli dovrà pagare un Irap (Imposta regionale attività produttive) maggiorata dello 0,1 %. L’Asl 11 in accordo con i comuni, dovrà organizzare corsi di formazione per gli esercenti finalizzati alla riduzione del gioco patologico. Vietata anche la pubblicità dei giochi con vincite in denaro, nel caso in cui rappresentino un incitamento al gioco inoltre i gestori delle sale saranno tenuti ad esporre avvisi con i rischi connessi alla dipendenza da gioco. Inoltre non potranno essere aperte nuove sale giochi o nuovi spazi per il gioco in un raggio di 500 metri dagli istituti scolastici, di qualsiasi grado, luoghi di culto, centri di aggregazione sociale, centri giovanili o altre strutture ricreative e sportive frequentate principalmente dai giovani o da strutture residenziali o semi residenziali operanti in ambito sanitario o socio-assistenziale.

Toglieteci tutto ma non le slot. Gli esercenti però, sempre in attesa che gli incentivi vengano quantificati - cosa che avverrà con la redazione del regolamento attuativo - non sembrano aver accolto con grande favore la novità e non sono intenzionati a togliere dai loro esercizi le macchinette, perché a loro dire, non solo garantiscono dei sostanziosi introiti, ma attirano anche la clientela, che poi è portata a consumare. «Non toglieremo le slot e credo proprio che non lo farà nessun altro, fare a meno di quelle vorrebbe dire automaticamente chiudere bottega – dice con convinzione Dino Bartolini del Bar Chalet Pineta che si trova in piazza Ristori a Empoli -. Siamo oberati dalle tasse e in un momento come quello attuale non possiamo rinunciare a nessuna forma di introiti. Il guadagno non arriva direttamente dalle slot – prosegue Bartolini – ma soprattutto dalle consumazioni di chi gioca, che magari si prende una pasta, un panino o qualcosa da bere». Dello stesso avviso anche Bruno Spinelli del Caffè Johnny che si trova in via Carrucci sempre ad Empoli. «Non ci interessano gli incentivi – dice – terremo le slot perché campiamo grazie a quelle. Sono sincero, non mi piace vedere la gente che butta via i soldi, ma si tratta pur sempre di gioco legalizzato e noi con gli incassi delle macchinette ci paghiamo l’intero affitto del bar. Non è che non vogliamo, non possiamo rinunciarci». Unica voce fuori dal coro quella di Antonio Brienza del bar Il Caffè di via Piovola. «Da noi le slot vengono utilizzate poco, non sapevo degli incentivi, potrei farci un pensierino». Ma sembra essere una mosca bianca, perché il messaggio degli esercenti è decisamente chiaro: le slot non si toccano.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web