Il Tirreno

Empoli

Mancano i marciapiedi bimbi e pedoni in pericolo

di Chiara Capezzuoli
Mancano i marciapiedi bimbi e pedoni in pericolo

Dopo la morte dello studente di 15 anni a S. Andrea, parte la protesta dei residenti «Per andare all’asilo bisogna arrampicarsi sul ciglione, le strisce sono usurate»

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EMPOLI. La rabbia e lo sdegno dei cittadini della frazione di Sant'Andrea, nel comune di Empoli, non hanno tardato ad arrivare. Il giorno dopo la morte del ragazzino, Sergio Moldovan, travolto da un furgone mentre si recava con la sorella alla fermata dell'autobus, oltre alle manifestazioni di cordoglio, è arrivata anche l'onda di rabbia dei cittadini di questa zona. La morte del giovane studente ha riacceso la protesta per una situazione di questa frazione «troppo poco sicura - a detta dei residenti - specialmente per i molti ragazzi e bambini che qui abitano».

Percorrendo la strada regionale 429, chiunque si può render conto dei problemi strutturali e soprattutto di sicurezza, che questa presenta. Problemi che, come ricordano i cittadini, ci sono sempre stati e si sono tragicamente conclusi con la fine di una giovane vita. «Questa è una frazione dimenticata da tutti, dal Comune - sostiene Daniela Fantechi, residente nella zona - non ci sentiamo sicuri nemmeno a portare i bambini all'asilo perché non ci sono marciapiedi e le strisce pedonali sono così usurate che quasi non si vedono più». Uno dei principali problemi che questa zona manifesta, è proprio l'assenza, o quasi, dei marciapiedi. In particolar modo, in prossimità dell'asilo nido della frazione, il marciapiede si interrompe bruscamente a causa di un albero, e le madri sono costrette a camminare sulla strada con i figli. Tra l’altro il tracciato della strada non consente buona visibilità né da parte dei pedoni né degli automobilisti. Oppure bisogna "arrampicarsi" sui ciglioni incolti della strada. Inoltre la scarsa presenza di attraversamenti pedonali, non migliora certo la situazione. «Le famiglie della zona, sono state costrette a ricorrere al servizio dei pulmini - continua Daniela - sottoponendosi ad un costo inutile data la vicinanza all'asilo, ma di fondamentale importanza per la sicurezza dei figli».

Anche i ragazzi, che prendono l'autobus per andare a scuola a Empoli o Castelfiorentino, non godono certo di privilegi: «La maggior parte delle fermate della Sita - sottolinea Marzia Vivaldi - sono collocate sui ciglioni della strada che oltre ad essere incolti e pieni di rifiuti, non sono assolutamente sicuri. La parte di strada dove Sergio è stato tragicamente colpito, è ridotta in condizioni pessime e i ragazzi che vanno a prendere l'autobus devono camminare quasi nel mezzo della strada mettendo a repentaglio le loro vite». Nei pressi delle fermate del bus, infatti, non ci sono marciapiedi e tanto meno pensiline sotto cui ripararsi in caso di pioggia. Gli studenti si devono ammassare ai bordi della strada, tra albero e albero per attendere la Sita. La tortuosità e poca visibilità della strada, unita alla quasi assenza di luci artificiali, non fa altro che aggravare la situazione. «I ragazzi di Sant'Andrea dovrebbero avere gli stessi diritti degli altri - conclude Marzia - e avere quanto meno un luogo sicuro dove attendere il passaggio dei mezzi pubblici». «Praticamente non siamo considerati da nessuno - sostiene Domenico Buzzanca - ma la sicurezza dei cittadini dovrebbe essere una necessità». Oltre a questi problemi, gli abitanti sottolineano anche la sporcizia riversata in alcune zone. «Nel parco vicino alla ferrovia le persone gettano sacchi d'immondizia - conferma Ferdinando Tempestini - e non c'è mai nessuno che vada a pulire».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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