Il Tirreno

Empoli

La grinta di Sergio stavolta non è bastata

di Francesco Turchi e Marco Fani
La grinta di Sergio stavolta non è bastata

È morto dopo 72 ore di agonia lo studente di 15 anni investito da un furgone mentre attraversava la strada con la sorella: era una promessa del rugby

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EMPOLI. Sergio non ce l’ha fatta. Ha lottato con tutte le sue forze per settantadue ore, in un maledetto letto di ospedale. Con la stessa grinta che metteva sui campi da rugby. Ma stavolta non è bastata. Così come non è servito il “tifo” di amici e compagni di squadra. Che domenica mattina erano andati a trovarlo e gli avevano portato una palla ovale con tutte le loro firme. Per fargli forza, per fargli sentire che anche stavolta – come in campo e nella vita – non era da solo. Ma il sogno di riabbracciarlo si è infranto ieri mattina. Sergio Moldovan è morto a soli quindici anni all’ospedale Meyer di Firenze, dove era stato ricoverato sabato, in seguito a un terribile incidente.

Era uscito di casa, intorno alle 7.30, insieme alla sorella, per andare a scuola. I due hanno attraversato la strada sulla regionale 429 a Fontanella, frazione di Empoli dove vive la famiglia Moldovan, di origine romena. Proprio in quel momento è arrivato un furgone. Che ha centrato in pieno Sergio. L’impatto è stato violento e il quindicenne ha riportato traumi gravissimi. Le sue condizioni erano apparse subito disperate ed era stato trasportato al Meyer con l’elisoccorso Pegaso. Da allora una città intera ha sperato nel miracolo. Che però non c’è stato. Una tragica fatalità se l’è portato via. Perché di questo si tratta. Gli accertamenti dei vigili urbani dell’Unione dei Comuni, che hanno effettuato i rilievi, sono ancora in corso. Ma l’incidente non sarebbe stato causato dall’alta velocità e il conducente del furgone, un cinquantanovenne di Castelfiorentino (ora indagato per omicidio colposo), è risultato negativo all’alcoltest e si è fermato subito a prestare soccorso al ragazzo. Sergio e sua sorella hanno attraversato la strada in una zona dove non ci sono strisce pedonali, subito fuori dalla frazione. Il furgone era appena ripartito dal semaforo di Sant’Andrea e stava procedendo in direzione di Ponte a Elsa. Guidava la fila: alle spalle aveva altri tre-quattro veicoli, con i conducenti – tutti testimoni della tragedia – che hanno assistito impotenti all’impatto.

Lo studente (Sergiu all’anagrafe, ma per tutti Sergio) ha sbattuto violentemente la testa sull’asfalto, riportando un grave trauma, che gli è costato la vita.

Sergio Moldovan, che viveva in via Senese Romana a Fontanella insieme alla sorella (rimasta illesa nell’incidente), al padre Vasile, muratore e alla mamma Virginia, dopo aver frequentato la scuola media Bacci Ridolfi a Castelfiorentino, si era iscritto all’Istituto Fermi di Empoli (indirizzo Economia, finanza e marketing) e giocava nell’Under 16 dell’Empoli Rugby. Ma per un accordo tra società vestiva quest’anno la maglia degli Etruschi Livorno, formazione con la quale era sceso in campo l’ultima volta a Noceto.

Proprio venerdì scorso, la sera prima dell’incidente, si era allenato al campo sportivo “Tamberi” di Livorno, in vista della partita casalinga contro il Mugello in programma domenica e che invece era stata rinviata (così come le gare previste a Montelupo dell’Under 18 e della serie C) in segno di rispetto verso quella giovane promessa che stava lottando per la vita.

La notizia della morte dello studente (che avrebbe festeggiato il compleanno tra una settimana) ha sconvolto l’ambiente del rugby e tutta la città di Empoli. In tanti hanno affidato le loro parole di dolore ai social network, ma anche al nostro sito internet. Parole cariche di rabbia, dettate da cuori spezzati per quell’amico che non c’è più.

Ma c’è anche chi ha voluto salutare Sergio con un cartellone toccante, scritto col pennarello rosso e affisso a pochi metri dal luogo della tragedia.

Per dire addio, ma anche per “gridare” al mondo chi era Sergio, capace di farsi volere bene: «Mancherai a tutti noi, ci mancherà il tuo splendido sorriso, ci mancheranno le tue battute, ci mancherà il tuo modo di essere sempre così allegro e il tuo carattere forte. Eri una roccia e adesso che la roccia non c’è più... Eri un ragazzo speciale, non doveva finire così... Hai lottato fino alla fine come tu sapevi fare, campione! Adesso – si legge nel cartello – insegna agli angeli a sorridere come solo tu sai fare, perché quella era la cosa che ti è riuscita meglio!».

Toccanti anche i ricordi lasciati dagli amici sul nostro sito internet: da Carmine Vitiello («spero di rincontrarti nei miei sogni») a Barbara Volpi («Ciao campione, sei la stella più bella del cielo»), fino a Elisa Borsini: «Ciao Sergio, mi ricorderò sempre il suono della tua risata. Ci mancherai».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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