Sicurezza
Una via per un artista inesistente
Da anni è stato dato un nome al pittore Maestro da Fucecchio
FUCECCHIO. Poco prima della biforcazione di via vecchia e via nuova della Ferruzza, sulla sinistra, andando in su, c'è un mozzicone di strada, che finisce in uno slargo piccolo. Bene, questa strada è intitolata a un artista: Maestro da Fucecchio. Il quale è stato al centro di un giallo, risolto nel 1969 dallo storico dell'arte Luciano Bellosi, fiorentino, morto nel 2011, a 75 anni.
Il nome Maestro da Fucecchio venne fuori nel 1937. E - a detta degli esperti - sarebbe stato farina del sacco di Raimond Van Marle, storico dell'arte, nato all'Aia nel 1887, laureatosi a Parigi e italiano d'adozione, dal 1918, con casa a San Marco di Perugia. A questo punto, mi sia consentito un dubbio sull'anno del nome, dal momento che Van Male morì, a Perugia, nel 1936. Comunque, avrebbe individuato, come del Maestro da Fucecchio, alcune opere riunite da Bernard Berenson, famoso storico dell'arte statunitense, nel 1932. Berenson abitava a Firenze, dov'è morto nel 1959.
Di queste opere, la più importante è "La Madonna col Bambino, in gloria dei cherubini, ai lati i santi Sebastiano e Lazzaro, Maria di Magdala e Marta", ora nel museo civico (proveniente dalla Collegiata). Di qui la scelta del nome, che per anni e anni ha celato quello vero: Scheggia (o Scheggione), al secolo Giovanni di ser Giovanni, nato a San Giovanni Valdarno nel 1406 e morto a Firenze nel 1486, fratello del più noto Masaccio, del quale - si racconta - rifiutasse, nel 1428, l'eredità, perché giudicata poca cosa. Allievo di Bicci di Lorenzo, poi con bottega sua a Firenze, in Sant'Apollinare.
Riccardo Cardellicchio
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