Sicurezza
“Città dell’Infiorata” si prende la bocciatura meglio il Palio e Indro
A molti fucecchiesi non piacciono i cartelli della Pro Loco «Le contrade rappresentano la nostra identità»
FUCECCHIO. I cittadini fucecchiesi bocciano il cartello “Fucecchio: città dell’Infiorata”, voluto dalla Pro Loco locale e inserito sulle strade d’ingresso della cittadina, chiedendo anche un riconoscimento per il Palio, per Indro Montanelli, oltre che – seppur in seconda battuta - per il Padule. Questo è ciò che emerge da un sondaggio portato avanti tramite i social network e le interviste. Un piccolo campione di fucecchiesi (40 persone, 23 uomini e 17 donne) ha risposto alla seguente domanda: “Fucecchio: città dell’Infiorata” è un cartello rappresentativo dell’identità del paese? Da questo emerge che molta attenzione è stata posta sul Palio e sulla figura di Indro Montanelli, rispettivamente con 20 e 12 pareri a favore. Più distanti il Padule (3), l’Infiorata stessa(3). «Il Palio – racconta Luca Neri meriterebbe ben più risalto. Sarei addirittura disposto a sponsorizzare una campagna promozionale del genere». «C’è poco da fare – continua Camillo Lastrucci – ciò che tiene maggiormente assieme la nostra comunità è proprio il Palio». «Non dimentichiamoci – precisa Daniele Cei – un riconoscimento a Indro Montanelli, un fucecchiese tosto e con gli attributi che nella vita ce l’ha fatta. Dovrebbe esser un simbolo del nostro territorio». Questi sono tre pareri riepilogativi della nostra inchiesta, in base alla quale si potrebbero definire due categorie: i “paliofili” e i montanelliani, con in secondo piano tutti gli altri. I Paliofili sono la maggior parte del campione analizzato e rimarcano l’importanza che il Palio riveste in città, pur senza doversi scontrare forzatamente con le altre manifestazioni, come l’Infiorata o Marea. Viene posto l’accento sull’aspetto affettivo del Palio, poiché le contrade tendono a creare comunità molto forti al loro interno, basate sulle competitività e sulla cooperazione reciproca.
Indro Montanelli, dall’altra parte, rimane il fucecchiese più noto al mondo, senza contare che fa parte della storia del giornalismo italiano. Agli intervistati piacerebbe leggere sui cartelli all’entrata di Fucecchio “Paese natale di Indro Montanelli”, senza contare che magari desidererebbero intitolargli qualcosa o realizzargli un omaggio materiale, una statua ad esempio.
Marco Sabia
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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