Gioco
L’agenzia Inps raddoppia i servizi ma il personale rimane lo stesso
Protestano i lavoratori della sede empolese perché da gennaio gli uffici aumenteranno le prestazioni Servirebbero 18 addetti in più ma solo quattro al momento hanno fatto richiesta di trasferimento
EMPOLI. In epoca di tagli, l’Inps sarà potenziata a Empoli. Ma non si trova personale interno disposto a venire a lavorare nell’ufficio di via Amendola e il personale attualmente in forza protesta. A pochi mesi dal potenziamento dell’agenzia di Empoli, che dal 2014 offrirà nuove e più ampie prestazioni, ieri mattina ventidue lavoratori dell’Istituto si sono mobilitati sospendendo il servizio dalle 10,30 alle 12,30 per dire stop ai tagli e chiedere un rafforzamento del personale. «Questa promozione a vantaggio dei cittadini del circondario Empolese Valdelsa – dichiara il coordinatore regionale della Cisl, Fabio Sani presente ieri nella sede di via Amendola – deve essere accompagnata anche da un potenziamento dei servizi e non gravare sulle spalle dei lavoratori. Il numero attuale di dipendenti è esiguo per un’agenzia complessa come diventerà quella di Empoli. Attualmente siamo in ventidue. La metà di quello necessario dal prossimo anno in poi». Che sarebbero altri 18. Da una parte, con questo provvedimento che scatterà il prossimo primo gennaio, la direzione provinciale di Firenze delega maggiori mansioni all’Agenzia Inps di Empoli, offrendo più servizi ai cittadini ed accorciando i tempi di lavorazione delle pratiche. Dall’altra, questo rafforzamento necessita, secondo gli stessi dettami interni dell’istituto di previdenza sociale, di un aumento di personale fino a quaranta dipendenti. Una chimera, a sentire lavoratori e sindacati, visto che allo stato attuale non sono previste assunzioni di personale e gli altri diciotto dipendenti necessari a realizzare il lavoro di un’agenzia “complessa” dovranno essere reperiti con la formula della mobilità del personale interno.
«Siamo arrivati ad ottobre – continua il sindacalista Fabio Sani – E finora solamente quattro dipendenti hanno fatto richiesta di trasferimento ad Empoli. Se consideriamo anche che ci saranno di certo altri due pensionamenti e tre, probabili, trasferimenti, la situazione si complica ulteriormente. Se qualcuno non decide di trasferirsi ad Empoli sarà difficile che qualcun altro se ne riesca ad andare”. Infatti, le domande di trasferimento per i lavoratori che hanno chiesto di trasferirsi da Empoli verso altre destinazioni potrebbero essere messe in discussione, vista la necessità di reperire altre forze nel ristretto territorio regionale. E questo andrebbe anche a scapito del diritto di mobilità dei lavoratori».
La situazione diventa ancora più complicata perché, nonostante la necessità di reclutare personale a Empoli, l’Agenzia Inps dovrà perdere anche un’altra unità lavorativa a causa dei recenti provvedimenti in materia di tagli alla spesa pubblica. È il caso della dipendente Marianna Balestra, impiegata all’Inps di Empoli da due anni, laureata, lavoratrice definita con il termine di “personale comandato”. Si tratta di personale lavorativo assunto a tempo indeterminato da altri enti, nel caso specifico dall’Università di Siena, ma in esubero e quindi con la possibilità di trasferirsi in un altro ente. Quando gli è stata proposta l’ipotesi di spostarsi all’Inps a Empoli ha accettato volentieri e dopo la formazione e due anni di lavoro nella struttura operativa dell’Agenzia, ora sarà rimossa in virtù del piano di ridimensionamento presentato in queste settimane al Ministero delle Finanze dai vertici dell’ente. In Toscana sono circa una cinquantina i casi come il suo, 670 in tutto in Italia. «Questo è una mancanza di rispetto verso la dignità di chi investe anni nel suo lavoro. Non è solo un fatto economico, ma anche di rispetto delle persone» dichiara amareggiata Balestra che, anche se per fortuna il lavoro non lo perderà, da Empoli non se ne vorrebbe proprio andare. La mobilitazione di ieri mattina, ha fatto emergere la preoccupazione dei lavoratori di essere sovraccaricati fin dall’inizio del prossimo anno con una mole di lavoro che non sarebbero in grado di smaltire visto anche il taglio al “fondo degli incentivi speciali” con cui i salari dei dipendenti venivano sostenuti. “Tra il 2008 e oggi abbiamo perso la bellezza di tremila euro l’anno», dichiara Regina Canapè, impiegata ad Empoli da 42 anni.
Antonio Lanza
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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