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CRISI IO TI SFIDO»STORIE DI CORAGGIO E IMPRENDITORIA

EMPOLI. È ancora tempo di crisi nel commercio nonostante qualche timido segnale di ripresa: si moltiplicano sempre di più le saracinesche abbassate dei negozi a conduzione familiare e la maggior...

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EMPOLI. È ancora tempo di crisi nel commercio nonostante qualche timido segnale di ripresa: si moltiplicano sempre di più le saracinesche abbassate dei negozi a conduzione familiare e la maggior parte dei settori sono purtroppo in stallo. Eppure c'è ancora chi, coraggiosamente, crede nella vendita al dettaglio e decide di investire rilevando un negozio d' abbigliamento. Si tratta di Jenny Zucchelli, di Montelupo, quasi quaranta anni, che ne è un esempio.

Nonostante il dilagare di outlet e mega centri commerciali la giovane commerciante crede fermamente nel rapporto umano, nello scambio tra persone. E su questo ha fondato la sua piccola attività imprenditoriale. Con coraggio, determinazione e tanta passione. Ecco perchè si è trasformata da lavoratrice dipendente (per oltre dieci anni) in imprenditrice.

Da commessa è divenuta titolare del negozio dove ha lavorato per dieci anni: Jenny ha infatti rilevato l'attività dei suoi ex titolari che sono andati in pensione. E quando si sono ritirati hanno chiesto alla loro unica dipendente di sostituirli. Siamo a Montelupo, più precisamente nella frazione di San Quirico. E lei, dopo qualche momento di riflessione, non ha esitato e si è buttata in questa nuova storia professionale.

L’attività che ha preso è un negozio d'abbigliamento e intimo sia per uomo che per donna, ma anche di oggettistica per le casa. Un’attività come prima se ne vedevano molte soprattutto nei piccoli paesi e nelle frazioni. «Il mio - spiega Jenny Zucchelli - è il classico negozio di paese dove si vende un po’ di tutto, ma principalmente abbigliamento e intimo femminile: le mie clienti possono trovare sia il capo per la ragazza giovane, sia l'articolo per la signora anziana». Un’attività conosciuta da tutti, dove la mattina (soprattutto le clienti) passano anche solo per fare un saluto a Jenny.

«Si tratta - continua la titolare dell'attività - di un negozio che ha più di venti anni alle spalle. L’attività è stata aperta all'inizio degli anni Novanta dai miei ex datori di lavoro. E' una vera e propria sfida, lo so, rilevare un'attività in questo momento». Jenny è consapevoli dei rischi che ha accettato di correre: «Lavoro in questo negozio da oltre dieci anni e lo sentivo già mio anche prima di diventarne l'intestataria».

Ma un negozio a conduzione familiare risente della crisi? «Ho preso in gestione l'attività - spiega ancora la commerciante - esattamente da gennaio 2012: l'anno scorso è andata meglio, quest'anno, come tutti, ho risentito un po’ di più della crisi, ma il mio jolly sono i clienti fidelizzati».

Eccola, quindi, la forza di un negozio di paese: la fidelizzazione, il rapporto che la donna è riuscita a creare negli anni, anche prima di diventare titolare, quando era solo commessa.

E ora i clienti non l’abbandonano (anche se a causa della crisi comprano meno). Prima di andare da altre parti, passano da lei. E magari se Jenny non ha quello che li serve, lo ordinano. E in pochi giorni lei riesce ad accontentarli. Ecco quali sono i suoi punti di forza. «I clienti di paese che hanno sempre frequentato il negozio - come spiega la titolare - non mancheranno mai: si è instaurato un rapporto di fiducia fra negoziante e cliente e questa è la spinta giusta per resistere in un momento di crisi».

Elisa Bigazzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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