Sicurezza
Bartaloni scuote Castello «Troppi errori, si cambia»
Il segretario del Pd di Castelfiorentino si candida alle primarie contro Falorni «Servono idee e discontinuità: ho le competenze giuste per fare il sindaco»
CASTELFIORENTINO. «L’amministrazione uscente ha avuto difficoltà sul piano delle relazioni e dell’attenzione. Ho sempre provato a cercare le soluzioni e mai ad acutizzare le ferite. Ma ora non è il momento di tamponare. Serve discontinuità». Sandro Bartaloni, segretario del Pd di Castelfiorentino (in pole per la successione c’è l’ex vicesindaco Claudia Firenze) ufficializza così la sua candidatura alle primarie, dove sfiderà Alessio Falorni.
Dunque, la vicenda dell’ospedale Santa Verdiana ha lasciato il segno. E l’aspirante sindaco, attuale consigliere provinciale, non fa niente per nasconderlo. Ma non è l’unico “appunto” mosso alla giunta-Occhipinti: «Talvolta è mancato il rapporto con i cittadini anche nelle cose più piccole». E allora, secondo l’attuale consigliere provinciale, è il caso di voltare pagina, puntando su chi la macchina amministrativa la conosce bene (è stato assessore per dieci anni): «Credo di avere le competenze e le conoscenze per gestire da sindaco una fase complicata come quella che stiamo affrontando». “Innovazione” e “cambiamento”. Parole che Bartaloni, renziano («ovviamente lo voterò anche al congresso»), ripete spesso per rimarcare che quello che la Castelfiorentino che ha in mente è ben diversa da quella attuale, dove però ci sono due punti fermi: «Il mantenimento dell’ospedale e dell’Istituto superiore Enriques con gli attuali indirizzi». Bartaloni si presenta alla stampa da solo. Chi lavora per lui, resta dietro le quinte. Almeno per ora: «È una scelta mia. Il sindaco è un organo monocratico. Ma posso assicurare che ho alle spalle un team variegato». Tuttavia non c’è nessun legame diretto con “Adesso! Valdelsa”, che è «un’associazione alla quale non sono iscritto, nata per portare avanti le idee politiche di Renzi sul territorio». Ed ecco servita la frecciatina all’avversario: «Lo stesso non si può dire di CastelloLab, che era stato presentato come un contenitore di idee e si è trasformato in un comitato elettorale per Falorni». Sul programma: «Si continuano a perdere posti di lavoro: il Comune non può restare a guardare, deve spingere per creare reti tra imprenditori e per attrarre investimenti. E poi bisogna avere una visione d’insieme, non solo nella pianificazione territoriale». Comune unico? «Non lo so se si deve arrivare a quello, oppure a 2, 3 o 4 Comuni nell’Empolese Valdelsa. Ma i prossimi sindaci dovranno capire qual è la strada da seguire, evitando di limitarsi al ragionamento “geografico”: dovrà essere una legislatura “costituente” ». Nel frattempo Castello deve creare una sua unicità: «Questo paese non è San Gimignano, ma ci sono le caratteristiche per valorizzarlo. Attraverso la cultura, ma anche rivitalizzando gli spazi urbani, puntando su tecnologie e infrastrutture. Presto inizierà un percorso di ascolto con eventi e incontri, dove idee e proposte tracceranno le linee della "Castellopolitana". Chiederò ai cittadini come immaginano questa città tra 10 anni, dando la possibilità a tutti loro di trasformarsi... in sindaco e decidere le priorità». Alleanze? «Forse con Sel. Ma è prematuro parlarne».
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