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CONTRO IL REATO Di CLANDESTINITÀ

Strage degli sbarchi un corteo in centro

Strage degli sbarchi un corteo in centro

FUCECCHIO. La Fondazione I Care in collaborazione con il Consiglio degli stranieri di Fucecchio, l'Associazione popoli uniti e la Consulta del volontariato ha organizzato per domani una...

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FUCECCHIO. La Fondazione I Care in collaborazione con il Consiglio degli stranieri di Fucecchio, l'Associazione popoli uniti e la Consulta del volontariato ha organizzato per domani una manifestazione contro il reato di clandestinità. E’ l'iniziativa “Fermiamo la strage degli sbarchi - appello per l'abolizione del reato di clandestinità” che prevede: alle 18 un corteo per le vie del centro di Fucecchio, con ritrovo e partenza in piazza Montanelli e alle 21.30 la proiezione del film Terraferma di Crialese, con dibattito presso l'Auditorium della Fondazione I Care (via 1 Settembre, 43 a Fucecchio). «Non è degna di un paese civile una legge che accusa di clandestinità i sopravvissuti di una tragedia e che accusa di complicità i soccorritori. Cancelliamo lo scandalo della legge Bossi-Fini e ricordiamo con partecipazione e sdegno le molte persone che hanno perso la vita nella "guerra degli sbarchi"». E' con queste parole che si sono attivate molte realtà associative di Fucecchio per organizzare una manifestazione per ricordare le persone morte nella strage di Lampedusa e per chiedere a gran voce l'abolizione del reato di clandestinità e della Legge Bossi-Fini. «L'unica seria risposta alla tragedia di Lampedusa è pertanto l'abrogazione della legge Bossi-Fini - si spiega - sostituendola con norme rispettose dei diritti delle persone come una legge sul diritto di asilo moderna, che siano anche capaci di attivare azioni positive di sorveglianza del mar Mediterraneo e di accoglienza dei migranti, dei profughi, dei rifugiati politici». Per questo durante la manifestazione e il cineforum saranno raccolte le adesioni di cittadini e di associazioni all'appello per l'abolizione del reato di clandestinità da inviare al governo. L'appello può essere firmato da associazioni, partiti e singoli cittadini, anche all'e-mail info@fondazioneicare.it o sul sito www.fondazioneicare.it.

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