Sicurezza
Quinto attacco a padre Pio ora la statua è stata distrutta
Non è più recuperabile quella restaurata più volte in un giardino di via Rossini dal dottor Lupi e sua moglie. Non è bastata neppure una teca per proteggerla
FUCECCHIO. Al quinto vile attacco, la statuetta di padre Pio è stata distrutta, decapitata, ridotta in maniera non più recuperabile. Verso mezzanotte e mezzo di mercoledì, in via Rossini, una vicina ha sentito un colpo, ma non si è preoccupata finché ieri mattina i coniugi Lupi, Margherita e Mario, non hanno fatto la brutta scoperta, per l’ennesima volta. Quella definitiva. La teca in plexiglass trasparente è stata divelta dal piedistallo e scaraventata a terra. L’effigie in gesso dev’essere stata colpita anche violentemente, perché la testa è rotolata via, il braccio già riparato più volte s’è sbriciolato, stavolta una riparazione sembra impossibile. Tra i primi ad accorrere anche il presidente del gruppo di preghiera intitolato a padre Pio, Luigi Masoni, che non sa capacitarsi – come tutti – su chi possa avercela su questa effigie del santo con le stimmate.
«Questo è gesto vile» è stato il primo commento della signora Margherita, sconvolta. Che di una statuetta aveva fatto un angolo di culto. Il marito, medico stimato, consigliere comunale di minoranza, aveva predisposto una videosorveglianza, così almeno si leggeva nel cartello dentro la teca. Ma in realtà non c’era alcuna telecamera attiva, pertanto il malfattore o i malfattori hanno avuto vita facile. Una beffa, oltre a vandalismo.«Erano rimasti da finire i lavori - si rammarica Lupi – e qualcuno ne ha approfittato». Così ha detto anche ai carabinieri, quando si è recato a denunciare l’accaduto. Una persona ha raccontato di aver sentito un colpo nella notte, e poi aver visto un giovane fuggire. Indizi vaghi, ma sui quali le autorità indagheranno. «Abbiamo anche pensato che qualcuno possa avercela con noi, anziché con padre Pio - ha detto la moglie - Ma perché? Non riusciamo a trovare un motivo, una risposta. Abbiamo informato anche monsignor Andrea Cristiani, che lo scorso 23 settembre aveva benedetto di nuovo la statuetta e celebrato un’affollata, e molto partecipata, messa all’aperto, tra la teca e il nostro giardino». Si ferma, scuote la testa, poi continua, perplessa: «Non credo che la statuetta sia riparabile, è molto danneggiata, il volto non c’è quasi più. E in ogni caso non la metteremo più lì. Oppure la sostituiremo con una foto, anche se non è la stessa cosa. D’altronde è la quinta volta che viene danneggiata, in un crescendo di vandalismo: quando si limitavano a rubare le coroncine del rosario che portava al bracco, poi a gettarla nel rio, ma anche a strappare di forza la statuetta, e ora a spaccare anche la teca trasparente, tutta rotta sul davanti. Avevamo pensato anche a un allarme, ma non abbiamo fatto in tempo». Invece Luigi Masoni conclude, sicuro ma amareggiato, che «deve trattarsi di un fanatico, anzi di una persona squilibrata, perché non può esserci altra motivazione quando si danneggia una statuetta esposta alla venerazione pubblica, e che già ha dispensato grazie».
Luciano Gianfranceschi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
