Il dolore
Corsa contro il tempo per salvare 25 posti
FUCECCHIO. «Se entro il 24 ottobre non troveremo un soggetto imprenditoriale capace di rilevare l'azienda temiamo che i licenziamenti saranno purtroppo inevitabili». Silvia Mozzorecchi della Filctem...
FUCECCHIO. «Se entro il 24 ottobre non troveremo un soggetto imprenditoriale capace di rilevare l'azienda temiamo che i licenziamenti saranno purtroppo inevitabili». Silvia Mozzorecchi della Filctem Cigl di Empoli lancia un nuovo appello al mondo dell'imprenditoria per salvare la Zerotwonine di Fucecchio (ex Marianelli), l'azienda di pelletteria dichiarata fallita dalla vecchia proprietà a fine agosto.
E il termine è il 24 ottobre «quando - spiega Mozzorecchi - avremo un nuovo incontro in Provincia sperando che al tavolo con noi ci sia qualcuno volenteroso di rilevare questa realtà locale. La Zerotwonine produce da sempre pelletteria di alta qualità e qui ci sono le condizioni e l'esperienza dei lavoratori per andare avanti».
La proprietà a fine luglio ha firmato la cassa integrazione straordinaria per i 25 dipendenti, poi a fine agosto ha dichiarato l'azienda addirittura fallita. Una scelta che per i vincoli imposti dalla legge Fornero ha impedito ai lavoratori di usufruire della stessa cassa straordinaria e degli ammortizzatori sociali, in quanto il rapporto di lavoro tra azienda e lavoratori è risultato cessato.
«I lavoratori hanno utilizzato alla fine dei conti solo un mese di cassa - continua Mozzorecchi - e rischiano di perdere tutti gli altri. Basta poco per sbloccare i vincoli imposti dalla legge Fornero, anche che solo un imprenditore si presenti e dica di essere intenzionato concretamente a far ripartire l'azienda. Spero che nelle prossime due settimane qualcuno si faccia avanti, altrimenti temiamo che i licenziamenti saranno del tutto inevitabili». La Cgil non nasconde che per il mondo imprenditoriale perdere la Zerotwonine sarebbe molto grave. «Siamo di fronte ad una situazione paradossale - continua Mozzorecchi - qui stiamo parlando di una azienda che non era in crisi, dove il lavoro c'era. Ma una proprietà scellerata e irresponsabile si è tolta di mezzo senza una spiegazione chiara lasciando i lavoratori nella situazione in cui si trovano adesso. Senza stipendio e senza sapere quale sarà il loro futuro. E in Italia purtroppo a pagare sono sempre e solo i lavoratori, nessuno ha preso provvedimenti contro la proprietà che, ripeto, per motivi mai chiaramente specificati ha deciso di dichiarare fallita un'azienda che era sana».
Gli operai a rischio licenziamento sono 25. «Parliamo di tante famiglie, per giunta alcuni operai non erano assunti nemmeno da un anno e dunque non avrebbero diritto all'indennità di mobilità». In questa battaglia la Cgil ha trovato molti alleati. «Con il Comune di Fucecchio e il sindaco Toni stiamo facendo il possibile per salvare questi posti di lavoro - conclude Mozzorecchi - oltre all'aiuto di altre istituzioni come Provincia e Regione e ai sindacati. Facciamo un appello anche altri soggetti come Confindustria e Cna perché ci diano una mano, tutti uniti per trovare una soluzione».
Filippo Cioni
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