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Furti e rapine, banda di nomadi arrestati

Furti e rapine, banda di nomadi arrestati

Un colpo fatto anche a Empoli ad aprile scorso, è stato l’ultimo di una lunga serie in Toscana

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LUCCA. La polizia ha arrestato sette persone accusate di associazione per delinquere, rapina, furto, lesioni personali e porto illegale di armi. Le indagini della squadra mobile di Lucca hanno consentito di individuare il gruppo criminale, composto da cittadini slavi, romeni e italiani di etnia rom, specializzato in rapine e furti in abitazione. La banda sarebbe coinvolta in almeno 12 episodi, dal dicembre 2012 all'aprile scorso, nelle province di Lucca, Pistoia, Pisa, Firenze e Livorno. E in un caso ha colpito anche a Empoli, in un’abitazione portando via gioielli. Era l’8 aprile scorso e questo sarebbe stato l’ultimo furto messo a segno dalla banda.

Ma da quanto emerso attraverso le indagini ci sono stati episodi anche più violenti: calci e pugni, ma anche sevizie con un coltello e botte con un martello ai proprietari delle ville, talvolta anziani, prese di mira dalla banda. L'indagine ha riguardato, fra l'altro, quattro rapine. In una di queste, nel febbraio scorso a Pisa, un anziano venne picchiato e costretto a consegnare il contenuto della cassaforte, stimato in 130 mila euro tra gioielli e contanti.

In un'altra occasione, a Massarosa, il 19 dicembre 2012, l'anziana padrona di casa e il genero vennero colpiti con calci e pugni, minacciati di morte con un coltello e rapinati; poco dopo, vittime furono i loro vicini, che vennero picchiati con un martello. Nell'altra rapina, a Lucca il 22 gennaio 2013, l'anziana proprietaria di casa fu ripetutamente picchiata e seviziata con un coltello.

Fra i furti attribuiti alla banda, quello avvenuto nell'abitazione di Enrico Bianchi, presidente del consiglio comunale di Livorno, il 13 marzo 2013: venne forzata la cassaforte e furono portati via gioielli e contanti per un valore di circa 12 mila euro. Secondo la procura di Lucca, a capo della organizzazione c'era Ihmet Dibrani, 21 anni, della ex Jugoslavia, mentre Ion Goman, romeno di 29 anni si occupava degli aspetti logistici.

Gli altri rivestivano il ruolo di compartecipi-esecutori. L'unico italiano coinvolto nell'associazione, Marco Recchi, livornese di 58 anni, era l'autista e il palo. Altre otto persone, fra le quali un minorenne, tutte provenienti dai paesi della ex Jugoslavia, sono indagate in stato di libertà.

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