Gioco
Nuovo bando con meno vincoli e gestione (quasi) gratis del cinema
Meno film e più eventi, il canone scende a mille euro e l’acquisto del proiettore non è più obbligatorio In gara anche le associazioni. L’assessore: «Così per due anni, poi spero sarà trasformato in teatro»
EMPOLI. Un nuovo bando con meno vincoli. La “quota film” rispetto all’offerta culturale complessiva scende al 30%. L’acquisto del proiettore digitale non è più obbligatorio, la durata della gestione scende da sei a due anni, il bando è aperto anche alle associazioni e il canone è quasi azzerato: la base d’asta è di mille euro annui, mentre finora il gestore pagava 25.500 euro all’anno. Insomma, il messaggio è chiaro: il Comune di Empoli vuole salvare il cinema La Perla, in attesa di capire se la prossima amministrazione riuscirà a portare avanti il progetto di trasformazione dello spazio di via dei Neri in teatro. Ora non resta che aspettare il 28 ottobre, data fissata come termine per la presentazione delle offerte per capire se c’è un futuro per la struttura chiusa da alcune settimane perché il precedente contratto (datato 2007) con il vecchio gestore, la Giglio Film srl di Firenze, è scaduto e nessuno aveva presentato offerte all’amministrazione comunale per il bando scaduto il 27 settembre scorso.
La chiusura del cinema (oltre 500 posti a sedere) ha fatto scattare la mobilitazione degli appassionati, ma anche dei semplici cittadini, che non ci stanno a perdere uno dei luoghi simbolo della città. Appelli e messaggi che hanno colpito nel segno: «Ringraziamo tutti coloro che ci hanno manifestato la loro vicinanza – sottolinea l’assessore Eleonora Caponi – incoraggiandoci a cercare una soluzione». Che – secondo l’amministrazione – è stata trovata, con due elementi di novità: uno tecnico, con il bando che è stato rivisto in diverse parti rispetto a quello precedente: «E l’altro filosofico –spiega Caponi –. La Perla non va più visto come uno spazio ad uso esclusivo della proiezione di film, ma deve ospitare anche altre attività culturali. In passato è già successo, con concerti, eventi e caffè letterari, come quello che vide ospite Piero Angela: esperienze che dimostrano come questa strada – nonostante la mancanza di un palco e delle quinte – sia effettivamente percorribile da chi si prenderà in carico la gestione». Che non dovrà essere necessariamente un’impresa cinematografica: la partecipazione è stata allargata anche alle associazioni, che potranno partecipare da sole o al fianco, appunto delle imprese.
Ma cade anche un altro paletto, che probabilmente rappresentava una montagna insormontabile per si trovava a valutare la partecipazione al bando: la digitalizzazione della proiezione dei film non è più obbligatoria. Di fatto – secondo quanto annunciato dai distributori – dal 1º gennaio 2014 la pellicola dovrebbe andare in pensione (in nome del risparmio), per essere sostituita dal digitale, con la Perla che avrebbe bisogno di un investimento da 80-100mila euro per l’acquisto di un proiettore di ultima generazione, necessario per garantire le prime visioni: «Tuttavia – spiega Marina Rossi, che ha curato il bando insieme al dirigente Riccardo Gambini –per quanto ci risulta, il passaggio non sarà così immediato: le pellicole non scompariranno da un giorno all’altro. Poiché il problema riguarda un bel po’ di cinema in tutta Italia e considerando anche che il mercato è in sofferenza, l’auspicio è che nel frattempo vengano previsti bandi di finanziamento regionali o ministeriali».
Dunque l’obiettivo della giunta–Cappelli è garantire la continuità cinematrografica-culturale per i prossimi due anni, in modo da dare il tempo alla nuova amministrazione che uscirà dalle elezioni del prossimo anno, di decidere il futuro della Perla: «Il mio auspicio – rimarca Eleonora Caponi – è che non si abbandoni il progetto messo a punto dalla giunta-Bugli, che prevede la trasformazione del cinema in teatro. L’investimento è importante, si aggira su 1,5 milioni di euro. Noi abbiamo dovuto fare i conti con altre esigenze e altre priorità, ma a Empoli è forte l’esigenza di avere un teatro, che potrebbe ospitare anche esibizioni musicali e di danza, tanto per fare qualche esempio, senza limitarsi alla prosa».
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