La protesta
Nessun nuovo caso di tubercolosi in 13 positivi al test
A Fucecchio ulteriori terapie per 11 alunni e 2 insegnanti Intanto i due bambini ammalati sono tornati a scuola
FUCECCHIO. Al termine degli accertamenti eseguiti dall’Asl 11 nelle due scuole di Fucecchio interessate dai casi di tubercolosi dello scorso agosto, non sono emersi altri casi di malattia. Restano, pertanto, confermati solo i due casi iniziali, relativi a due bambini che frequentavano rispettivamente una classe della scuola primaria “Carducci” e una della scuola secondaria “Montanelli-Petrarca”. I due bambini, dimessi dall’ospedale a fine settembre, hanno ripreso la frequenza scolastica.
Lo screening eseguito ha dimostrato l’assenza assoluta di trasmissione del contagio nella scuola primaria, mentre nella scuola secondaria 11 alunni e 2 insegnanti della classe interessata sono risultati positivi al test tubercolinico e inviati a ulteriori accertamenti specialistici, eseguiti per i bambini presso l’unità operativa malattie infettive dell’azienda ospedaliera Universitaria Meyer di Firenze, per gli adulti presso l’unità operativa pneumologia dell’Asl 11.
Tali accertamenti, nell’escludere la presenza di malattia in atto, hanno evidenziato la presenza di un’infezione latente per la quale è indicata una terapia preventiva al fine di escludere una possibile evoluzione in futuro. I soggetti con infezione latente, sia bambini che adulti, non sono, quindi, ammalati, né possono in alcun modo trasmettere l’infezione ad altri. Pertanto, non c’è necessità di alcun controllo per quanto riguarda i rispettivi familiari o altri contatti. La stessa terapia preventiva, pur fortemente raccomandata, è del tutto volontaria in quanto si tratta di soggetti sani.
Nel mese di settembre si sono tenuti diversi incontri atti a favorire la massima informazione tra tutte le persone interessate: l’Asl 11, il comune di Fucecchio e le direzioni scolastiche hanno organizzato due incontri con tutto il personale insegnante delle due scuole interessate, un'altra riunione con i genitori degli alunni della classe della scuola secondaria, e un incontro con i genitori dei ragazzi stranieri coinvolti nello screening, alla presenza di un mediatore linguistico.
Nel corso di tali incontri sono state date dettagliate notizie sui casi, sugli interventi adottati, sulla malattia e sulle strategie di prevenzione e controllo. Riguardo alla malattia tubercolare, si precisa che l’incidenza nell’Asl 11 è inferiore alla media regionale (circa cinque casi ogni 100.000 abitanti, contro i 9 della Toscana), così come l’incidenza della tubercolosi pediatrica.
La migliore strategia di prevenzione della tubercolosi consiste nel tempestivo riconoscimento dei soggetti ammalati e nel garantire loro il completamento del percorso terapeutico. Per contrastare il ritardo diagnostico, che è evenienza abbastanza comune vista la complessità della patologia, sono necessarie azioni sia a livello dei servizi sanitari (nell’ultimo decennio le iniziative messe in atto nell’Asl 11 hanno favorito una più precoce diagnosi soprattutto a livello ospedaliero) che verso la popolazione, e in particolare nei confronti dei soggetti, italiani o stranieri, che vivono in condizioni di precarietà sociale e nei quali può essere maggiore sia l’incidenza della malattia sia il tardivo ricorso ai servizi sanitari. Relativamente a dubbi sollevati da alcuni circa le strategie vaccinali, si precisa innanzitutto che la vaccinazione antitubercolare non è attualmente indicata in Italia in quanto si tratta di un vaccino di scarsa efficacia e con possibili importanti effetti collaterali.
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