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«Ha danneggiato i privati» Toscana Energia risarcisce

«Ha danneggiato i privati» Toscana Energia risarcisce

Una ditta di Fucecchio sconfigge in tribunale il colosso a maggioranza pubblica La Corte d’Appello: «Ha abusato della posizione dominante, paghi i danni»

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EMPOLI. Garantiva l’allacciamento alla rete del gas e il collaudo solo se il privato gli affidava anche la posa in opera del metanodotto, impedendo di fatto la libera concorrenza e danneggiando le società private. Ma la Pace Strade srl di Fucecchio – assistita dall’avvocato Gabriele Tremolanti di Empoli – ha portato in tribunale Toscana Energia, società controllata al 51,25% da soci pubblici: i Comuni dell’Empolese Valdelsa hanno una partecipazione indiretta attraverso Publiservizi (il 48,08% è di Italgas del Gruppo Snam, Mps detiene lo 0,59% e il Credito cooperativo di Fornacette lo 0,08%).

E la Corte d’Appello di Firenze ha riconosciuto la violazione di abuso di posizione dominante della società che opera in regime di monopolio nella distribuzione della rete del gas, ma non della realizzazione delle opere.

La Corte ha fissato i criteri per il risarcimento, che ha disposto dovranno essere quantificati tramite consulenza di un commercialista, disponendo la prosecuzione della causa solo per la determinazione esatta dei danni, accertando e dichiarando che Toscana Energia spa ha causato ritardi a Pace Strade per complessivi giorni 990, pari a quasi tre anni, nei quali non ha potuto proseguire gli appalti, e stabilendo di dover risarcire una percentuale dell'utile ipotetico di ciascun appalto.

La ditta fucecchiese – in possesso dei requisiti per la realizzazione di metanodotti – si era aggiudicata tra il 2003 e il 2006 ben sei lottizzazioni situate tra i comuni di Fucecchio e Capraia e Limite.

Prima di iniziare i lavori aveva chiesto a Toscana Energia, fornitrice istituzionale del servizio di distribuzione del gas metano, i preventivi per l’assistenza ai lavori (con l’indicazione dei parametri di esecuzione dell’impianto), l’allacciamento alla rete principale di distribuzione e il collaudo dell’opera.

Ma Toscana Energia fece capire subito che avrebbe dato seguito ai servizi solo se gli fosse stato commissionato l’intero metanodotto, tanto che i preventivi prevedevano l’esecuzione dell’intera opera e a prezzi superiori a quelli del mercato concorrenziale.

Pace Strade, incaricata anche delle ulteriori opere di urbanizzazione, come asfaltatura strade, esecuzione marciapiedi e ornamento giardini, finì per accumulare ritardi a causa del comportamento della società pubblica e denunciò l’accaduto all’Authority, che avviò l’istruttoria: nel 2008 Toscana Energia si impegnò a rivedere la sua “politica” e il procedimento si chiuse senza l’accertamento dell’infrazione.

Ma Pace Strade, che ha sede in via Samminiatese, sostenendo di essere stata gravemente danneggiata dalla condotta della Spa, si è rivolta alla Corte d’Appello (in procedimento in grado unico di merito), che ha accertato che «nelle missive di risposta alle richieste di intervento della Pace srl, Toscana Energia affermava testualmente di estendere la sua esclusiva anche alle lottizzazioni private».

La Corte d'Appello fiorentina (composta dai magistrati Pietro Mascagni, Andrea Riccucci ed Edoardo Monti), con la sentenza depositata lo scorso venerdì 4 ottobre, ha accertato che la società pubblica ha posto in essere la violazione di abuso di posizione dominante, sotto più profili: «Più in particolare l'abuso della posizione di potere monopolista si è concretizzato nell'impedire in sostanza alla Pace Strade srl l'attività di posa di metanodotti in aree private e nel condizionare il necessario collaudo e collegamento delle opere alla rete pubblica (questa sì attività in regime di esclusiva) alla esecuzione dell'impianto da parte sua; ed inoltre anche nella imposizione di prezzi non di mercato».

Francesco Turchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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