Sicurezza
Bloccate a Firenze quasi 4mila cause
Sono quelle civili che provengono dall’ex tribunale di Empoli Devono essere riassegnate ai giudici secondo la materia
EMPOLI. Il blocco per 3.800 cause civili. Questo è la prima conseguenza della chiusura del tribunale di Empoli. A lanciare l’allarme su questo congelamento è l'associazione Avvocati Empoli e Valdelsa che ha inviato, tramite il proprio presidente Pier Luigi Ciari, una lettera a varie istituzioni e organi della magistratura, tra cui il ministro della giustizia e Consiglio superiore della magistratura in seguito al blocco delle cause civili provenienti dalla sezione distaccata di Empoli che si sta verificando al tribunale di Firenze.
Il fermo deriva dal fatto che a Empoli le cause non erano ordinate per materia, o più specificatamente per sezioni. Tutti i giudici si occupavano di tutte le cause. Non è così a Firenze dove invece il carico empolese, pari appunto a circa 3.800 fascicoli, deve essere redistribuito secondo le specifiche competenze dei giudici fiorentini. E quindi il materiale va ordinato dai due presidenti del tribunale che si troveranno con 1.900 fascicoli ciascuno. «Un lavoro questo - spiega il presidente dell’associazione - che ci porterà via circa 7 mesi al minimo».
«Nella sostanza il provvedimento adottato comporta (e comporterà) che, ad eccezione delle cause che erano finora assegnate alla dottoressa Bolognese (peraltro un numero modestissimo rispetto al totale e pari a circa 200 fascicoli) - si spiega nella lettera - rimarranno “congelati” tutti gli altri fascicoli in attesa che i presidenti di sezione esaminino i singoli fascicoli ed assegnino le cause (per materia) alle sezioni di competenza. Dopodiché, è da ritenere, i fascicoli saranno sottoposti ai singoli giudici istruttori della sezione che rifisseranno le udienze per la prosecuzione del giudizio».
«Solo a titolo di esempio il 30 settembre scorso uno dei giudici avrebbe dovuto trattenere in decisione più cause (del suo ruolo) - si spiega - il giudice in questione ha invece rimesso i fascicoli al presidente di sezione per “lo smistamento”, come previsto nel provvedimento».
Gli avvocati del circondario Empolese e Valdelsa «sono sconcertati ed allibiti - si legge nella lettera - non solo il danno palese per loro derivante dalle maggiori spese ed oneri per i soli trasferimenti e per la riorganizzazione degli studi (per non dire dei costi sociali che tutto ciò porta con sé compresa la perdita di indotto per le attività locali) ma ora si prospetta anche il fermo totale di tutta l’attività del settore civile, e ciò solo per gli avvocati dell’Empolese Valdelsa».
«Senza dire dell’incidenza che tale “blocco” avrà per i cittadini in genere, e non meno per l’economia della zona Empolese Valdelsa - si spiega ancora - E’ infatti impensabile che una o due persone, pur con tutto l’impegno immaginabile, riescano a smaltire prima di 4/5 mesi il lavoro che le attende; e poi è impensabile che i giudici assegnatari dei fascicoli fissino le udienze a pochi giorni di distanza: realisticamente è da ritenere che i fascicoli del settore civile provenienti da Empoli, non vedano nuova attività istruttoria prima di aprile/maggio del 2014».
Gli avvocati empolesi si rivolgono al ministro della giustizia «per intervenire immediatamente al fine di scongiurare il blocco totale del rendere giustizia per un periodo di tempo così insopportabilmente lungo che causerà vari disagi».
«Con il blocco delle decisioni (sentenze e/o provvedimenti) - spiegano gli avvocati - ci saranno conseguenze sociali ed economiche gravissime e che i destinatari della presente ben comprendono. Si prevede in sostanza il blocco delle attività degli studi empolesi e del circondario dei civilisti (pari al 90% dei legali di zona), con le immaginabili conseguenze anche sul piano lavorativo del personale addetto».
«Siamo di fronte a una sostanziale ingiustizia - continuano e concludono - che viene perpetrata a danno dei cittadini e dei legali di questo territorio, e solo di questo territorio. Devono essere adottati i provvedimenti più idonei, e giusti, diretti ad evitare tutte le conseguenze esposte prima».
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