Il Tirreno

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IL LIBRO

Opere, vita e carte di Arturo Checchi

La pubblicazione voluta dalla Fondazione Montanelli Bassi

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FUCECCHIO. La strada - corta - che unisce piazza Amendola (piazza del Comune) a via e piazza Montanelli si chiamava via Luigi Carlo Farini, medico e politico risorgimentale. Ora - è qualche anno - è dedicata ad Arturo Checchi, pittore, scultore e disegnatore, il quale vi nacque, il 29 settembre 1886, in un'abitazione accanto alla Croce Rossa.

Checchi è considerato uno dei maggiori artisti del Novecento toscano, ma il suo nome stenta a farsi largo. Comunque, Fucecchio lo ama, come lui amò Fucecchio. Il Comune gli ha dedicato una stanza del museo civico, in Palazzo Corsini, e ha sparso opere sue in municipio e in altri edifici pubblici. La Fondazione Montanelli Bassi ha, in pratica, la sede piena di quadri suoi, cui - recentemente - sono stati aggiunti i taccuini e l'archivio personale. Sia il Comune sia la Fondazione hanno acquistato le opere, in gran parte, dalla erede Bianca Marinelli Salvadori, a Perugia, dove l'artista insegnò ed è morto nel 1971.

La Fondazione, in questi giorni, si à fatta promotrice di un'iniziativa editoriale, sponsorizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato. Ha pubblicato, per i tipi di Bibliografia e Informazione, "Arturo Checchi: le carte, le opere, la vita", libro-documentario, scritto a più mani, che dà la statura dell'artista. Numerosi, i giudizi positivi. Come quello dello scrittore Piero Bargellini: «La fermezza, la correttezza, la schiettezza dei disegni d'Arturo Checchi sono sulla linea d'un Fattori e di tutta la tradizione toscana, che il fucecchiese interpretava, però con più slancio e più calore».

Riccardo Cardellicchio

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