Il Tirreno

Empoli

LIBRERIA CHIUDE UNA SCONFITTA PER FUCECCHIO

di Riccardo Cardellicchio

di Riccardo Cardellicchio L. a libreria Martin Eden ha chiuso. Il proprietario David Baldanzi, scrittore e critico letterario, a distanza di tre anni dall’inaugurazione è stato costretto ad...

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di Riccardo Cardellicchio

L. a libreria Martin Eden ha chiuso. Il proprietario David Baldanzi, scrittore e critico letterario, a distanza di tre anni dall’inaugurazione è stato costretto ad arrendersi.

È una sconfitta, per Fucecchio. Viene meno un luogo d'aggregazione culturale.

Presentazione di libri. Corsi di scrittura creativa. Il premio letterario per racconti Max Aub. Il festival dei peccati capitali. Il circolo di lettura. La lettura pubblica del "Pinocchio" di Collodi durante le “Sere d’estate” e quella alla Coop (scrittori della zona e non), mentre la gente faceva spesa, di racconti di alcuni scrittori. Incontri con le scuole primarie. Tutti tasselli di un mosaico teso a vivacizzare l'ambiente culturale locale.

Che non ha risposto. Per indifferenza o per incapacità.

Non più tardi della vigilia della chiusura, non mancava chi ignorasse che a Fucecchio era in attività una libreria.

Non in luogo periferico, ma in via Nelli (alla biforcazione via Machiavelli-via Donateschi), a cinquanta metri da piazza Giuseppe Montanelli, in un locale - per di più - antico, storico: la chiesa di Santa Margherita, legata a quello che era (nel Medioevo) lo spedalino.

Conosciuta anche come oratorio degli affogati, in quanto vi veniva esposto il corpo di chi era morto in Arno.

Per i fucecchiesi più vecchi, era la mesticheria di Bistino. Per i più giovani, il pub "Il cipresso".

Il Comune di Fucecchio si è mosso, appena conosciute le intenzioni del proprietario, trattandosi di un'attività importante, ma quello promesso era poca cosa rispetto alle necessità. Per di più, non c'era neanche la certezza che la promessa potesse essere mantenuta. Sta di fatto che la solitudine ha accompagnato la chiusura.

Per la maggior parte dei fucecchiesi, non è avvenuto niente.

Non così per il ragazzino cinese che, frequentemente, entrava in libreria e sognava con storie scritte in italiano. Ed è questa immagine a rendere ancor più dolorosa la cessazione dell'attività.

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