Lutto
Discarica di siringhe usate nel parco vicino alle scuole
L’area accanto a primaria e nido di notte diventa rifugio per tossicodipendenti Protestano i cittadini: «Siamo preoccupati, qualcuno deve intervenire»
EMPOLI. Un angolo di parco pubblico nascosto a prima vista dalla vegetazione, comunque facilmente accessibile a piedi. Qualche metro di terreno ricoperto da immondizia, ma qui non c'è solo la solita carta straccia. Ci sono pacchetti di siringhe aperti e quelle usate, ne abbiamo contate almeno cinque, sono sparse per terra. A nemmeno 50 metri c'è una scuola elementare, poco più un là un asilo nido. Siamo a Ponzano, si prende via Righi e si arriva diretti al cuore di un grande spazio a verde racchiuso tra via Gallotti e via Magellano. Nel mezzo, appunto, via Righi dove è comodo parcheggiare proprio davanti all'asilo nido e a piedi entrare nello spazio a verde. Il terreno fa una collinetta e poi inizia un muro di alberi e piante. Si può facilmente arginare con un accesso diretto che porta nel luogo della vergogna.
Una zona lasciata alla totale incuria che si è trasformata nel regno di un bivacco per sbandati, non fa giustizia ad un parco che è tutto sommato curato. Qualche carta straccia per terra, ma niente più. Anche se per trovare un cestino bisogna faticare e aguzzare lo sguardo, ce n'è soltanto uno e di altri che c'erano ne è rimasto solo il palo solitario. Una situazione abbastanza curiosa. Poi ci sono i soliti giochi per bambini imbrattati di vernice, ma l'erba è tagliata e la zona sembra comunque accogliente. Tranne, appunto, quell'area della vergogna. Sopra la testa, appeso tra due alberi, c'è un lungo filo tagliato dal quale fuoriesce del rame penzolante, ancora attaccato ad un marchingegno artigianale usato evidentemente per asportarlo. E ci sono accumuli di filo anche per terra. Dove bisogna guardare perché lo scempio si materializzi completamente. E le siringhe, purtroppo, sono la prima cosa che balza all'occhio. Le trovi accanto ai pacchetti svuotati, usate e gettate via. Alcune col cappuccio, altre senza.
Insomma, sono a portata di mano di chiunque che, anche solo per sbaglio, si addentri in questo spazio. E poi cartoni di vino vuoti, una lastra di eternit, indumenti logori che spuntano dalla vegetazione e calano appesi ai rami, per non contare le bottiglie vuote e quelle rotte. Tutto intorno ci sono delle baracche e più in là il rumore dei treni e della ferrovia.
C'è un piccolo cancello fatto con della rete che sembra essere stato forzato, dalla ferrovia forse ci si arriva con una strada che però non riusciamo a scorgere. Questo posto nel parco è difficile da vedere perché coperto dalla vegetazione, ma entrarci non è assolutamente difficile. I cittadini che frequentano l'area a verde, come Ivana Bonomonte che abita proprio a Ponzano, non lo ha mai visto e siamo noi a farglielo notare. «È preoccupante visto che qui vengo con mio figlio piccolo – dice mentre si riposa su una panchina – e purtroppo sembra confermare quello che si dice in frazione. Ho sentito persone lamentarsi di gente poco raccomandabile nel parco, di confusione soprattutto nelle ore notturne, anche di giochi per bambini dati alle fiamme e so che la polizia è intervenuta diverse volte per dei controlli». Anche Tommaso Mori, che fermiamo mentre sta passeggiando col cane, non sa nulla di quell'area invasa dai rifiuti. «Qui di solito vengo durante il giorno - spiega – e personalmente non ho mai incontrato situazioni particolari o gente poco raccomandabile. Ma la situazione di quella zona di parco è preoccupante e qualcuno a questo punto si dovrà prendere la briga di intervenire». Non c'entra solo il decoro pubblico alla fine, ma anche la sicurezza.
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