Il Tirreno

Empoli

Un nuovo proiettore per salvare il cinema via alla mobilitazione

Un nuovo proiettore per salvare il cinema via alla mobilitazione

Lo strumento costa 90mila euro ma nessuno vuole la gestione Intanto i cittadini lanciano l’idea di un incontro pubblico

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EMPOLI. Il cinema La Perla non deve morire. Appassionati e addetti ai lavori lanciano una mobilitazione per scongiurare la chiusura definitiva di quello che è stato un punto di riferimento per la città. La campagna (hashtag su Twitter #sostienilaperla) è partita sui social network, ma non resterà confinata al mondo virtuale. Tra i messaggi comparsi sulla pagina dell’associazione Vidèa, che curava la rassegna CineDrome (che avrebbe dovuto riprendere martedì scorso), è spuntata la proposta di un’assemblea pubblica, che ha già trovato consensi: «Incontriamoci, facciamo una riunione allargata per far frullare un po' di idee e trovare soluzioni creative». Quindi mentre l’amministrazione è al lavoro per cercare una soluzione, gli empolesi potrebbero non restare a guardare.

Il problema. Il cinema di via dei Neri è chiuso da alcune settimane, perché il contratto (sottoscritto nel 2007) con il vecchio gestore è scaduto e nessuno ha presentato offerte all’amministrazione per il bando scaduto il 27 settembre scorso. Evidentemente i costi di gestione sono troppo elevati rispetto ai potenziali incassi. E poi c’è un altro scoglio, che al momento sembra insormontabile, spiegato da Federico Bucalossi dell’Associazione Vidèa: «Dal prossimo 1º gennaio è previsto il passaggio definitivo dalla vecchia pellicola al digitale per snellire la distribuzione dei film ed eliminare il laborioso e costoso processo di produzione e trasporto della pellicola».

Quanto costa. E il cinema empolese non è dotato di un proiettore di ultima generazione: «Il cui costo per una sala del genere (320 posti, ndr) si aggira su 80-90mila euro». Una cifra che il Comune – con questi chiari di luna – non può certo garantire. E che allo stesso tempo frena anche gli entusiasmi dei privati interessati alla gestione. Ma la riapertura del cinema è legata a doppio filo all’adeguamento dell’attrezzatura: «Come associazione Vidèa abbiamo sperimentato negli anni più formule di rivitalizzazione della struttura in via dei Neri e soprattutto della fruizione del cinema e della cultura, dall'AperiCinema, incontri con autori locali e nazionali, anteprime a basso costo, proiezioni cult, rassegne e Festival riuscendo a portare il pubblico al cinema anche nelle serate infrasettimanali, registrando una media di 120 spettatori a sera. Ma gli incassi sono limitati, perché i prezzi dei biglietti sono più bassi, con una media di 3 euro». Per far quadrare i conti ci vogliono le prime visioni del weekend. Che però – a meno di proroghe – da gennaio avranno bisogno del nuovo proiettore.

Il futuro. Ma gli appassionati non si arrendono: «Avevamo in progetto varie iniziative – spiega Bucalossi – compresa l’esposizione del primo proiettore di Empoli. Tuttavia le difficoltà stimolano creatività e idee. Per questo stiamo facendo questa campagna di sensibilizzazione. Le soluzioni possono essere tante, basti vedere anche la riapertura dell'ex Cinema Alfieri di Firenze, che sarà anche spazio per iniziative culturali, di spettacolo e intrattenimento, grazie al Comune che ha investito per far rivivere dopo anni uno spazio culturale».

Francesco Turchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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