Sicurezza
Donazioni in calo, parte la protesta
Associazioni preoccupate: per il virus West Nile molto sangue non viene accettato
EMPOLI. Protestano le associazioni dei donatori di sangue dell'Empolese Valdelsa. Il perché è racchiuso in una nota appesa nei centri trasfusionali del territorio che obbliga il donatore ad aspettare 28 giorni prima di donare il sangue se dal primo luglio al 30 novembre ha soggiornato anche per una sola notte in alcune province italiane (tra cui Treviso, Venezia, Bologna, Modena, Parma), in Sardegna e Friuli Venezia Giulia, oltre ad una serie di paesi stranieri. Questo è dovuto al West Nile, un virus trasmesso dalle zanzare che sta interessando in primis diverse zone italiane. Mentre, però, nelle aree colpite il protocollo nazionale ha previsto che i donatori potessero essere soggetti ad un esame specifico del costo di pochi euro per vedere se il sangue fosse infetto o meno dal virus e dunque poter donare, a Empoli e in Valdelsa come del resto in tutte le zone della penisola non colpite questo protocollo non è stato attivato. «Così - spiega Paolo Lunghi dell'Avis di Empoli - se una persona, come il sottoscritto, si è presentata a donare il sangue dopo essere anche solo transitata per un'ora in una delle località "marcate" come soggette al virus, non può donare perché l'esame qui non si può fare. E magari nel suo sangue non c'è traccia del virus. Così abbiamo perso in questi mesi tante donazioni in una situazione già di sofferenza». I dati dicono che da gennaio a settembre di quest’anno le donazioni di sangue nel territorio dell'Asl 11 sono calate del 2,3% rispetto allo stesso periodo del 2012. Nel dettaglio meno 1,3% a Empoli, -2,2% a Fucecchio, -3,8% a Castelfiorentino. La Valdelsa si presenta come la zona in maggiore sofferenza secondo i dati forniti dall'Asl. La carenza più sentita è quella che riguarda il gruppo Zero, sia positivo sia negativo, oltre alla richiesta di tutti i gruppi con Rh negativo. «Chiediamo a gran voce che il protocollo si applichi univoco anche da noi - conclude Paolo Lunghi - la direttiva, che è nazionale, non può fare distinzioni. L'esame per sapere se il West Nile è presente nel sangue costa pochi euro. In questi mesi anche a Empoli si sono perse tante donazioni per una regola sbagliata. Non possiamo aggravare ancora di più una situazione già critica con le donazioni in netto calo anche per altri motivi».
Filippo Cioni
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google