Sicurezza
C’è un gestore per il teatro Pacini su il sipario all’inizio del 2014
L’associazione Teatrino dei Fondi ha formalizzato un’offerta per ottenere le chiavi fino al 2022 Gli altri 5 soggetti che avevano manifestato interesse si sono defilati. Ora la palla passa al Comune
FUCECCHIO. Stavolta ci siamo davvero. A meno di clamorosi colpi di scena il cinema-teatro Pacini avrà presto un gestore. L’associazione sanminiatese Teatrino dei Fondi ha formalizzato l’offerta per prendere in consegna l’immobile di piazza Montanelli fino al 30 novembre 2022. Ora restano soltanto gli ultimi passaggi burocratici per definire l’assegnazione, ma se la documentazione sarà completa e il progetto otterrà il via libera del Comune, a partire dal mese di dicembre l’associazione presieduta da Enrico Falaschi (che gestisce da anni il teatro Quaranthana di Corazzano) avrà in mano le chiavi del Pacini. E da quel momento scatterà il conto alla rovescia per l’apertura al pubblico, che potrebbe avvenire nei primi mesi del 2014, un anno dopo l’avvio dell’iter per l’assegnazione, che era scattato con la pubblicazione del bando per raccogliere le manifestazione di interesse (che non comportava alcun diritto di prelazione e non era neanche vincolante), con sei soggetti che avevano fatto un passo avanti.
Poi c’è stata la gara vera e propria, che si è svolta in municipio e alla quale ha partecipato soltanto l’associazione sanminiatese (mentre gli altri cinque soggetti si sono defilati).
Il valore ipotizzato dell’appalto è di 113.500 euro all’anno (oltre un milione di euro complessivamente nei nove anni), corrispondente alla somma dei contributi e dei possibili ricavi dagli spettacoli, ipotizzata dall’amministrazione comunale. Il concessionario dovrà corrispondere al Comune di Fucecchio un canone annuo di almeno diciottomila euro (base minima di gara), mentre l’ente di piazza Amendola erogherà un contributo massimo (anche questo dipende dall’offerta) di 51.500 euro all’anno, oltre a sessantamila euro "una tantum", pari al 65% dei costi sostenuti dal privato per l’acquisto degli impianti di proiezione, audio e scenici.
Ora non resta che aspettare che gli uffici comunali verifichino il rispetto di tutti i requisiti previsti nel bando e valutino il piano di spettacoli, rassegne e attività proposto da Teatrino dei Fondi: se l’associazione supererà anche quest’ultimo esame, la gestione del Pacini (con bar, biglietteria, platea da 200 posti, palcoscenico, quattro camerini, cabina di proiezione e postazione regia) sarà sua. A quel punto si potrà finalmente alzare il sipario e chiudere la telenovela legata a un immobile (costruito nel 1804, abbandonato nel 1983, demolito e poi ricostruito) che per anni è stato al centro di una guerra che ha visto coinvolti Comune, Ministero, Tar, Soprintendenza e Comitato (per la piazza grande senza teatro) e che ha finito per far lievitare il costo da 7,1 miliardi a 5,8 milioni di euro. E che poi, una volta ultimato è rimasto comunque chiuso per anni, complice il quadro economico generale che aveva spinto l’amministrazione comunale a rallentare l’iter per la gestione.
Francesco Turchi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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