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Empoli

«L’aumento dell’Iva ammazza la ripresina»

«L’aumento dell’Iva ammazza la ripresina»

Dura la critica per la decisione da parte di Enzo Nigi, presidente di Confesercenti nell’Empolese Valdelsa

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EMPOLI. L’aumento dell’Iva come una doccia fredda per i commercianti dell’Empolese Valdelsa. A sottolineare questa preoccupazione Enzo Nigi, presidente di Confesercenti dell’Empolese Valdelsa. «Si tratta di una vera e propria doccia fredda per le nostre imprese - commenta il presidente - proprio nel momento in cui sembrava tornasse un po' di ottimismo e fiducia nel consumatore e, da più parti, a torto o ragione, si parlava di ripresina, questo provvedimento rischia di rimettere tutto in discussione, con danni significativi anche per il nostro territorio»,

«L'instabilità politica, sommata all'entrata in vigore di provvedimenti che niente hanno a che vedere con la tenuta delle imprese - continua Nigi, - rischia di costarci tantissimo anche in termini di salvaguardia dei livelli occupazionali e del reddito delle famiglie».

«Sicuramente vi sarà una ulteriore contrazione dei consumi, a cui, seguirà, come sempre avvenuto in questi casi, una riduzione complessiva del gettito fiscale - va avanti Nigi -

Ma la cosa che dà più fastidio al sottoscritto come a tanti colleghi che, quotidianamente si impegnano a qualificare la propria attività, fidelizzare il rapporto con il cliente, contribuire, anche tramite la realizzazione di eventi, alla crescita del nostri centri storici ed urbani, è quella di vedersi calare dall'alto provvedimenti che rischiano di vanificare, del tutto o in parte, il nostro il nostro impegno e la nostra professionalità».

Critiche anche dal responsabile del settore carburanti.«Stando alle stime Faib-Confesercenti, con l'aumento Iva al 22% - spiega Simone Perini, presidente Faib Confesercenti - vi saranno pesanti conseguenze anche per il settore carburanti, con tutto quanto ne consegue in un paese, come il nostro, in cui gran parte delle merci si sposta su gomma. Per l'automobilista che percorre una media di 1000-1300chilometri al mese si parla di un aggravio di costi, su base annua, di circa 20-22 euro. Ancor peggio andrà alle aziende di trasporto merci e persone, già in ginocchio per la difficile situazione del paese: si calcola che per un’ azienda che percorre100.000 chilometri l'anno vi sarà un incremento del costo aziendale di circa 800 euro».

«Le conseguenze sono facilmente immaginabili, con incremento esponenziale del costo finale delle merci e dei ticket trasporto persone - va avanti Perini -anche i gestori impianti carburante della città, già colpiti dal drastico calo dei consumi di benzina e gasolio, non fanno certo salti di gioia». Simone Perini, ricorda come «solo nell'ultimo anno le imprese del settore hanno conosciuto un calo del 20% del fatturato». E che «Questo ulteriore balzello sul costo carburante - conclude Perini - si tradurrà in una ulteriore contrazione delle vendite con conseguenze nefaste per tutta la filiera del trasporto».

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