Il Tirreno

Empoli

Infermo da due anni la famiglia attacca: «L’Asl ci nega aiuto»

di Nadia Iacopini

Pensionato di Petrazzi ha bisogno di assistenza 24 ore su 24 «Non ce la facciamo più, dateci l’accompagnamento»

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CASTELFIORENTINO. Condannato da oltre due anni a non muoversi da letto, diabetico, malato di cuore, con difficoltà respiratorie aggravate ulteriormente dal crescente rischio del morbo di Alzheimer.

L’odissea di Pierluigi Cacelli, pensionato di 73 anni, residente a Petrazzi, viene raccontata dai familiari, che ogni giorno ed ogni notte si prendono cura di Pierluigi, cercando il più possibile di fargli condurre una vita decorosa, nonostante la grave situazione di salute in cui si trova.

Attaccato quasi 24 ore su 24 ad un macchinario che lo aiuta a riportare in equilibrio la respirazione, Pierluigi è stato giudicato dalla Commissione della Usl di competenza, quella di Empoli, dopo regolare richiesta del medico curante, “invalido medio-grave”, nella fascia cioé che arriva fino al 99%.

Tale giudizio per legge non assicura nessun sostegno da parte dello Stato, né a livello economico né a livello di assistenza medica nei confronti del malato, che, per questo, non ha diritto a nessun tipo di accompagnamento. Neanche per i medicinali, un totale di circa 12 tipi differenti, che servono ad arginare tutte le malattie di cui soffre e a farlo sopravvivere. Medicine che, racconta il figlio Luca, gravano sulle tasche della famiglia per circa 280/300 euro al mese.

«Siamo veramente imbarazzati da questa situazione – sottolinea – e in famiglia non riusciamo più a sostenerla. Sia io che mia sorella Gabriella, ci siamo impegnati per assicurare a nostro padre tutta l'assistenza necessaria per la sua infermità, e finora ce l'hanno sempre negata. Siamo veramente disperati per questa situazione, soprattutto per la condizione di mia madre, che è sempre stata una donna forte e capace di affrontare qualsiasi cosa, ma che ultimamente non riesce più a vivere, dato che è impegnata giorno e notte nelle cure del marito. Cerchiamo noi talvolta di darle una mano, facendo il possibile per quello che possiamo; la presenza di mia mamma è diventata però praticamente insostituibile 24 ore su 24, a causa delle tante e frequenti cure di cui ormai nostro padre non può più fare a meno, sia fisicamente che psicologicamente».

La moglie di Pierluigi, Valentina Morelli conferma la precarietà di questa situazione e si dispera per quello che spesso non riesce a sostenere fisicamente durante l'assistenza al malato. «Ogni giorno – racconta – cerco di farmi forza e sperare che la situazione possa in qualche modo migliorare, nonostante i medici ci abbiano allertato sui crescenti problemi che le varie patologie nel complesso porteranno a Pierluigi. E oltre al dispiacere per vedere accanto a me mio marito costretto ogni giorno a letto, la rabbia cresce per la mia difficoltà fisica ad assisterlo in ogni momento. Un malato del genere necessita non soltanto di un familiare al suo fianco 24 ore su 24 ma anche del supporto di un operatore abilitato e professionalmente preparato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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