Proteste
Via Pistoiese è una trappola per auto e bici
Asfalto dissestato, avvallamenti e buche, scatta la protesta: «Qualcuno deve intervenire»
FUCECCHIO. Pochi giorni fa abbiamo parlato delle condizioni della pista ciclabile che affianca via Pistoiese a Fucecchio: ora, invece, grazie anche alla segnalazione di una residente nostra lettrice, siamo andati a verificare le condizioni della strada regionale 436, di competenza dell’Unione dei Comuni, per verificare se le lamentele della lettrice erano veritiere.
Ebbene, è così: anche via Pistoiese è gravata da tutta una serie di buche ed avvallamenti, che ne rovinano l’asfalto per tutta la sua lunghezza, a causa dell’enorme mole di traffico che si sorbisce ogni giorno, camion e mezzi pesanti compresi. Per questo, su entrambi i lati della carreggiata, come pertanto si vede nella foto, il manto stradale si è deformato e anche sbriciolato in alcuni punti. Allo stato dei fatti, se la pista ciclabile piange, di certo la sorella più grande non ride. Non è la prima volta che questo problema viene fatto notare da residenti e utenti in genere, visto che, soprattutto in periodi di piogge incessanti, la pavimentazione non ce la fa assolutamente a sopportare tutta quell’acqua, col risultato di spaccarsi e rovinarsi ulteriormente. D’estate, invece, oltre al continuo transito dei mezzi a motore, è il caldo che “schianta” l’asfalto, creando crepe nel manto stradale. Via Pistoiese, insomma, ha bisogno d’aiuto o, per meglio dire, d’una importante opera di manutenzione, perché soprattutto coi mezzi a due ruote si rischia di scivolare e cadere. Si tratterebbe di un’azione importante e dispendiosa. Servirebbe un intervento simile a quello fatto nella poco distante via di Vallebuia, che è stata riasfaltata nei giorni scorsi fino all’incrocio con Via del Colle. Con le esigue finanze oggi a disposizione ogni intervento viene ponderato fino all’ultimo dettaglio ma qui c’è bisogno di rimboccarsi le maniche per ripristinare le giuste condizioni di sicurezza per ogni utente della strada che vi transiti.
Marco Sabia
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