Sicurezza
«L’astensione dei democratici ha cancellato il tribunale»
EMPOLI. «Se Empoli non avrà più un tribunale, la responsabilità è da imputare al Partito Democratico, che all'ultimo si è tirato in dietro in consiglio regionale per la delibera del referendum...
EMPOLI. «Se Empoli non avrà più un tribunale, la responsabilità è da imputare al Partito Democratico, che all'ultimo si è tirato in dietro in consiglio regionale per la delibera del referendum abrogativo della Legge Severino». Sono forti e coincise le considerazioni espresse da Nicola Nascosti e Roberto Fruet del Pdl di Empoli in merito alla questione sulla soppressione di ben 30 tribunali considerati minori dislocati su tutto il territorio italiano (in Toscana, oltre al tribunale di Empoli, anche Cecina, Pontedera, Portoferraio e Viareggio). Durante il consiglio regionale di venerdì scorso, il Pd ha deciso di astenersi dalla votazione (insieme all'Udc) non consentendo così alla Toscana di unirsi ad Abruzzo, Calabria, Campania, Liguria, Marche e Puglia nella lotta per l'eliminazioni delle sedi di tribunali distaccati. Entro domani, infatti, le sei regioni aderenti, porteranno in Corte di Cassazione, la proposta referendaria di abolizione delle norme che prevedono la soppressione dei tribunali. «Il Pd aveva più volte ripetuto l'importanza di questo referendum – interviene Nicola Nascosti, consigliere regionale del Pdl – quando ha avuto la possibilità di agire non lo ha fatto. Adesso possiamo solo sperare che non venga soppresso anche l'ufficio del giudice di pace». Con la forte speranza che in futuro la geografia dei tribunali sul territorio venga ridiscussa, Empoli e il suo tribunale, escono ormai di scena dalla contesa.
«Il tribunale era una struttura di indubbia importanza nella nostra città - sottolinea Roberto Fruet - e la sua assenza sarà l'ennesimo punto in meno che Empoli incasserà». Il mancato ok del Pd alla delibera per il referendum d'abrogazione di questa legge, è un segno che ha lasciato perplessi i rappresentanti del Pdl che, come ricorda Nascosti, hanno fatto «tutto ciò che era in nostro potere».
Chiara Capezzuoli
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