La protesta
Il gruppo culturale il Poggio riuscì a scuotere la provincia
FUCECCHIO. «Si è tornati a parlare del gruppo culturale il Poggio e degli anni Sessanta, grazie ad Aldemaro Toni che ci ha scritto un libro». «Quando ci si volge al passato, vuole dire che non siamo...
FUCECCHIO. «Si è tornati a parlare del gruppo culturale il Poggio e degli anni Sessanta, grazie ad Aldemaro Toni che ci ha scritto un libro».
«Quando ci si volge al passato, vuole dire che non siamo contenti del presente e, sul futuro, abbiamo dubbi».
«Non sempre. Il passato può venire buono per costruire il futuro. Bisogna sapere da dove si viene per costruire il futuro».
«Vale anche per la cultura?»
«Certo».
«Non mi convinci. Resto della mia opinione, visto come siamo conciati».
«Comunque il Poggio fu una bella realtà. Cattolici e laici, giovani, insieme contro la morta gora. Trecento. Sì, tanti sentirono questa necessità».
«Niente d'eccezionale».
«Ti sbagli. Portarono in provincia temi e uomini importanti. Costrinsero a riflettere. Tirarono fuori dal guscio non poche individualità».
«Spaventarono…».
«Certo: i conservatori. Che erano non solo a destra e al centro, ma pure a sinistra. Parole d'ordine: conoscenza e dialogo. Furono anni di sostanza».
«Poi il buio».
«Arrivarono altri fermenti. Gli anni di piombo».
Arlotto & Geri
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