Il Tirreno

Empoli

Fatti e personaggi del Valdarno Inferiore in quel terribile 1944

di Paolo Santini
Fatti e personaggi del Valdarno Inferiore in quel terribile 1944

Il libro di Bini si basa su documenti e testimonianze orali e completa la trilogia sulla guerra a Empoli e dintorni

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EMPOLI. Non è un libro da leggere tutto d'un fiato, non si sostiene. L'ultima fatica letteraria di Nino Bini, "Il Valdarno inferiore nel 1944", pubblicato nella collana "Diari e memorie" dalle Edizioni Sarnus, trasmette un concentrato di emozioni che difficilmente possono essere metabolizzate dal lettore senza soluzione di continuità. Durante la lettura di questo viaggio sul fronte ti assalgono i ripensamenti, le riflessioni, i pensieri suggeriti dalle tante persone coinvolte. È storia di uomini e di donne, è microstoria che si fa racconto descrivendo un anno difficile, il più duro dell'intero periodo di guerra per le popolazioni dislocate lungo l'Arno.

L'autore, dopo la pubblicazione nel 1991 di "Empoli, 10 giugno 1940" e, nel 1993, di "Empoli: il giorno di Santo Stefano", completa con questo libro la sua trilogia memorialistica legata alla seconda guerra mondiale a Empoli e dintorni. Lo fa con una narrazione a tratti dura, tuttavia scorrevole, intervallata spesso da scene più "morbide", collocate in posizioni strategiche proprio per alleggerire il faticoso incedere delle storie raccontate. Tanti documenti d'archivio provenienti da varie fonti, anche edite, si intrecciano con la parte a nostro avviso più interessante del volume, le testimonianze, scritte o orali, dirette o indirette ma sempre gravide di informazioni, quasi mai ridondanti. Quella che emerge è la voce corale di un popolo violentato dalla guerra, dai bombardamenti degli alleati come dall'esercito invasore, un popolo affamato di pane e giustizia, anelante il supremo bisogno di libertà dopo secolare oppressione. La voce di persone che subiscono le violenze, piangono i loro morti, ma animate dalla speranza intravedono sempre un futuro migliore da costruire, laggiù in fondo a quel tunnel costituito dal duro presente. Non mancano nel libro le opinioni personali, espresse tuttavia sempre nel quadro imposto dai limiti della narrazione memorialistica.

Non manca il racconto di episodi durante i quali i tedeschi si dimostrarono carichi di umanità, la descrizione dell'ospedale militare germanico di Bibbiani, nel quale tanti civili furono curati e guariti, o gli episodi nei quali i militari teutonici si voltarono dall'altra parte facendo finta di non vedere le persone che sfuggivano alla morte certa, come nel caso di Annunziata Macchi a Gavena. Questo viaggio è un invito a conoscere e approfondire le tante storie poste qui come baluardi della Memoria, storie di persone comuni uccise spesso senza un perché, travolte dalla follia della guerra. La tragica storia di Iginia Romagnoli, una giovane mamma di Montelupo trucidata senza motivo mentre si recava a comprare il latte per il figlioletto, o i 29 morti civili di piazza Ferrucci a Empoli (oggi 24 luglio) uccisi per rappresaglia dopo l'uccisione di alcuni militari tedeschi, o le 5 persone scomparse nel nulla a Gavena di Cerreto, la strage di innocenti del padule di Fucecchio, i deportati nei campi di sterminio nazisti, i morti sotto i bombardamenti alleati, o le tante altre vittime delle quali si parla nel libro, contribuiscono a tracciare questo grande affresco a più mani che rimarrà, insieme a tanti altri, come testimonianza a futura memoria.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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