Sicurezza
Senza stipendio da 5 mesi 90 dipendenti della Fondelli
L’impresa edile, tra le più importanti in Valdelsa, è in difficoltà per la mancanza di liquidità La Cgil: «Vogliamo sensibilizzare le banche e le istituzioni per risolvere la situazione»
MONTAIONE. Da cinque mesi novanta dipendenti non riscuotono. E ora la loro situazione economica non è più sostenibile. La loro azienda è una di quelle più importanti e conosciute della Valdelsa che purtroppo, come molte altre in uno dei settori che ha risentito maggiormente della crisi, è stata colpita dalla mancanza di liquidità. E non riesce a pagare gli stipendi ai suoi dipendenti. Si tratta del gruppo Fondelli, impresa edile con sede a Montaione, che si occupa di restauri di qualità e nel segmento del lusso (agriturismi e ville) e che ha lavorato in ristrutturazioni importanti come per esempio Castelfalfi dove sta aprendo il resort della multinazionale Tui. Un gruppo, quello di Montaione (con sede in via Comiti) che non ha avuto mai difficoltà e che è conosciuto come tra i migliori per capacità professionali. A gennaio, però, sono partite le difficoltà del gruppo e i dipendenti hanno cominciato ad avere difficoltà nel ricevere i loro stipendi.
Una realtà che, a quanto è stato spiegato alla Cgil, «avrebbe commesse da realizzare nei prossimi mesi e che ha anche un patrimonio immobiliare vasto sicuramente molto superiore alla sua esposizione finanziaria». Il problema però è che, in questo momento, come spiega la Cgil «non ha risorse per far partire altri cantieri e le banche non rispondono alle esigenze del gruppo».
In risposta a queste difficoltà i lavoratori ancora non hanno dato seguito ad agitazioni o scioperi. E non ci sono stati neppure riduzioni di organico. Ma il sindacato si sta muovendo nell’ottica di trovare una via di uscita. «Noi da tempo monitoriamo questa realtà - va avanti il sindacato - ora siamo giunti al punto in cui i lavoratori non posso andare avanti ancora senza riscuotere. Ma le banche e le istituzioni devono essere sensibilizzate nell’ottica di trovare una soluzione per mantenere questi novanta posti di lavoro». E stanno cercando di mettere insieme un incontro con istituti di credito, l’amministrazione comunale e il Circondario per tentare di sbloccare la situazione.
Il quadro, comunque, è ancora pesante sul mercato interno e non prospetta altro che timidi segnali di ripresa. A livello di zona, anche di recente, sono scattate la preoccupazione delle categorie economiche. Quasi un artigiano su tre risente della crisi. La Cna, per esempio, aveva espresso i suoi timori soprattutto per il settore dell’edilizia spiegando che c’erano centinaia di posti a rischio, rateizzazioni dei tributi sempre più frequenti e liquidità delle aziende ai minimi storici.
Per dare altri dati, sulla rateizzazioni dei tributi per Confartigianato circa il 20% degli artigiani, sempre negli ultimi mesi, ha dovuto ritardare i propri pagamenti al fisco. Il 29% (quasi il 10% in più) sarebbe invece la percentuale di coloro che chiederanno delle dilazioni nel corso dell'anno prossimo.
Lucia Aterini
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