La manifestazione
«Papa Francesco, aiutaci tu»
Gli operai in “cassa” della Shelbox di Castelfiorentino scrivono al Pontefice
CASTELFIORENTINO. «Sua Santità, le chiediamo di rispondere a questa lettera che i lavoratori hanno voluto inviarle, nella speranza che la Fede ci sia di grande aiuto, per superare anche i momenti più duri, che la vita ci riserva». I dipendenti della Shelbox di Castelfiorentino, in cassa integrazione straordinaria dallo scorso aprile, hanno scritto a Papa Francesco, per raccontare la complicata situazione che stanno vivendo e chiedere un sostegno morale.
«Siamo 150 lavoratori metalmeccanici, produttori di case mobili e moduli abitativi di varia tipologia. Stiamo parlando di una fabbrica che è stata una vera e propria eccellenza nel settore ed eravamo leader sul territorio nazionale, facevamo parte anche dei fornitori dell'Onu».
«Nel territorio la nostra azienda poteva contare su un indotto importante, circa 200 persone, che costantemente ci rifornivano del materiale necessario per la produzione del nostro prodotto. Purtroppo a causa di una cattiva gestione da parte della dirigenza, c'è stata una forte crisi aziendale che nel tempo ha determinato il fallimento».
Quindi i lavoratori spiegano al Santo Padre che dal 9 gennaio 2013 stanno presidiando in modo permanente quella che considerano la loro azienda.
«Nel corso dei mesi abbiamo ricevuto il sostegno di molti cittadini, forze politiche, istituzioni ed anche la particolare attenzione da parte di monsignor Betori, cardinale di Firenze. Non sono mancati in questi mesi, periodi di grave difficoltà economica, che si sono anche trasformati in veri e propri drammi sociali, famiglie che stanno lottando per fare fronte al sostentamento delle proprie necessità, ridotte ai minimi indispensabili per garantire la propria sopravvivenza. Oramai la situazione si è aggravata molto, a tal punto di rischiare la messa in mobilità e quindi il licenziamento per tutti i 150 lavoratori e lavoratrici. Malgrado la drammaticità delle condizioni anche sociali che purtroppo si stanno verificando, noi continuiamo a difendere il nostro posto di lavoro e quindi decisi nel non abbandonare il nostro stabilimento. Come dice spesso lei nell'Angelus il lavoro per noi è portatore di quella dignità che per nessuna ragione vogliamo perdere. Vista la sua particolare attenzione ai temi del lavoro, come ha dimostrato nel suo discorso a Cagliari al mondo del lavoro abbiamo ritenuto opportuno rivolgersi a lei, che si è dimostrato sensibile a questi temi e alle situazioni di crisi che ormai coinvolgono la gran parte degli italiani, anche noi come ha detto lei “ vogliamo un sistema giusto che ci faccia andare avanti tutti».
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