Il Tirreno

Empoli

Pendolari dei colpi, 8 in manette

di Matteo Leoni
Pendolari dei colpi, 8 in manette

Da Napoli all’Empolese per forzare i bancomat con la fiamma ossidrica, bottino da 100mila euro

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EMPOLI. Mettevano fuori uso l’allarme della banca, entravano, forzavano il bancomat con una fiamma ossidrica e facevano il pieno di contanti. Poi ripartivano in auto verso Napoli. Agiva così la banda di otto ladri professionisti sgominata dagli agenti del commissariato di Empoli diretto da Maurizio Di Domenico. Sono loro i responsabili del colpo da 51.000 euro messo a segno la notte del 30 gennaio 2012 nella filiale della banca Mps sulla via ToscoRomagnola a Empoli. Meno di un mese dopo, il 24 febbraio, hanno ripulito un’altra filiale Mps a Sovigliana nel comune di Vinci, un colpo da 42.000 euro.

Ieri mattina all’alba gli otto malviventi, tutti residenti a Napoli, sono stati arrestati nel capoluogo campano dagli agenti del commissariato e da quelli delle squadre mobili di Firenze e di Napoli. Le manette sono scattate in esecuzione di misura di custodia cautelare in carcere disposta dal gip di Napoli. Dovranno rispondere dell’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati contro il patrimonio. Gli arrestati, uno era già in carcere per altri motivi a Poggioreale, hanno un’età compresa tra i 28 e i 56 anni e sono tutti già conosciuti alle forze dell’ordine. Alcuni hanno precedenti per episodi analoghi, altri per furto e anche per reati più violenti, come le rapine.

La banda era strutturata secondo una severa gerarchia di comando ed era ben organizzata. I componenti si muovevano su due, massimo tre auto. Nelle ore immediatamente precedenti al colpo rimanevano in contatto tra loro con delle ricetrasmittenti, per non correre il rischio di essere intercettati dalla polizia. Arrivavano nei luoghi da colpire il giorno prima, eseguivano sopralluoghi sugli obiettivi e se tutto andava bene colpivano la notte successiva, poi ripartivano subito in direzione Napoli.

Sapevano di avere gli investigatori del commissariato di Empoli alle calcagna, e da un po’ di tempo non venivano più in Toscana. Tanto che l’ultimo colpo dei tre che gli vengono contestati lo hanno messo a segno lontano dalla Toscana, a Qualiano, nei pressi di Napoli. Complessivamente, secondo gli inquirenti il bottino dei furti è di circa 100.000 euro. Una somma che sarebbe potuta essere più alta: due i colpi falliti, uno a Firenze, nel viale dei Mille, e uno in provincia di Avellino, ai danni di un ufficio postale di Santa Paolina. Nella notte tra il 4 e il 5 maggio 2012 la banda, già tenuta sotto controllo dalla polizia, tentò di introdursi nella filiale della banda Mps di viale dei Mille, a Firenze. I criminali fuggirono quando scattò l’allarme della banca. Quella stessa notte a Firenze, in piazza della Libertà, scattarono gli allarmi di altre due istituti.

Per gli inquirenti, potrebbe essersi trattato di altrettanti tentativi di furto consumati dal gruppo, che nelle settimane precedenti aveva effettuato sopralluoghi anche nelle zone del Senese, nell’area compresa tra Chianciano, Montepulciano e Pienza.

Inoltre gli investigatori del commissariato di Empoli sospettano anche che il gruppo partenopeo possa essere l’autore di un altro colpo messo a segno a Gambassi sempre al Monte dei paschi. Era questo l’istituto di credito che sempre hanno colpito. Una volta scelto l’obiettivo una parte della squadra arrivava sul posto e tranciava i cavi telefonici della zona per disconnettere l’allarme. Poi veniva forzata una finestra sul retro.

A questo punto arrivava una seconda auto con l’occorrente per scassinare il bancomat, compresa una fiamma ossidrica. Le indagini sono partite da un numero di targa appartenente a una delle auto dei ladri, che era stata vnotata nei pressi dell’istituto di Sovigliana prima del colpo. Gli accertamenti sono proseguiti con attività tecniche ed intercettazioni della squadra anticrimine del commissariato empolese, rese difficoltose dal fatto che la banda, proprio temendo di essere «ascoltata» dalla polizia, cambiava spesso le utenze telefoniche usate per concordare i colpi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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