Gioco
Zignago rinnova i due forni al via investimento da 160 milioni
Partito il progetto che si concluderà tra due anni con l’ ampliamento dello stabilimento di Terrafino Verrà aumentata la produzione delle bottiglie. Effetto benefico sull’indotto del territorio
EMPOLI. Il maxi investimento è partito. E se non porterà nuove assunzioni sarà comunque una grande iniezione benefica sul sistema economico del nostro territorio. Zignano vetro, nel dare l’annuncio della sua sponsorizzazione oer l’allestimento della prossima mostra del Pontormo a Empoli, ha anche ufficializzato la partenza del progetto che prevede il rifacimento e l’allargamento dei due forni attualmente in funzione. In due anni il gruppo spenderà per lo stabilimento di Terrafino 160 milioni.
«La scelta - come ha spiegato l’amministratore delegato di Zignago Vetro Paolo Giacobbo - era o ridurre drasticamente le dimensioni dello stabilimento empolese o portare a termine l’operazione di rinnovamento e ampliamento della produzione mantenendo il numero dei lavoratori che sono attualmente in forza nello stabilimento».
Come ha spiegato il direttore di Empoli Sergio Pregliasco, «al momento gli addetti sono 220 per i due forni a ciclo continuo ». A questi vanno sommati un’ottantina di operatori dell’indotto. Ogni giorno da Empoli partono un milione di bottiglie destinate ad aziende che producono alimenti e vino (prodotte per il 90% con vetro di riciclo). «Vale a dire se si mettessero in fila da qui si raggiungerebbe Orbetello», spiega l’amministratore delegato di Zignago vetro. E che, tra l’altro, portano a Empoli ogni giorno cento camion per distribuire i carichi di prodotto. «Perché - come spiega ancora l’amministratore delegato del gruppo che ha sede a Portogruaro (Venezia) - purtroppo a differenza di altri paesi le ferrovie non funzionano bene».
Ora Zignago vetro, di prorietà per il 65% della Zignago holding (famiglia Marzotto), ha deciso di legarsi di più a questo territorio con il rinnovamento e il potenziamento dei due forni che, dopo dodici anni di attività, dovevano necessariamente essere sostituiti. «Siamo obbligati a investimenti pesanti - spiega l’amministratore veneto - perché l’investimento di un nuovo forno viene ammortizzato in 12 anni e di conseguenza bisogna credere fortemente in quello che si fa perché nessuno ci può dire cosa accadrà tra 5 o 6 anni». «Noi abbiamo dodici forni come gruppo - va avanti ancora l’ingegner Giacobbo - e ogni anno ne dobbiamo sostituire uno. E ora era giunto il momento di Empoli».
L’operazione verrà conclusa in due anni. Rispetto alle 500-600 tonnellate al giorno che vengono prodotte attualmente, l’mministratore delegato non ha voluto dare indicazioni di quale percentuale sarà aumentata la produttitività al momento in cui i due nuovi forni saranno a regime. Questo, come ha aggiunto semrpe l’ingegner Paolo Giacobbo, per motivi legati alla concorrenza (rappresentata dalla Saint Gobain e da una multinazionale americana con 11 filiali in Italia la Owens Illinois). Spiegando poi anche che «la resa del forno è importante perché la bottiglia viene a costare addirittura meno del tappo».
Lucia Aterini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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