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Empoli

Stop alla trattativa mille lavoratori sul piede di guerra

Stop alla trattativa mille lavoratori sul piede di guerra

Nel circondario sciopero di 8 ore nella gomma-plastica «Il settore resiste alla crisi, ma c’è un attacco ai nostri diritti»

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EMPOLI. Il contratto nazionale del settore gomma-plastica è scaduto da nove mesi. Ma le trattative per il rinnovo sono state bruscamente interrotte «perché da parte degli imprenditori c’è stato un attacco ai diritti dei lavoratori». E allora la Filctem-Cgil ha proclamato otto ore di sciopero per lunedì, oltre al blocco degli straordinari.

Tutto questo in un settore fondamentale per l’Empolese Valdelsa. Che ha tenuto botta alla crisi, a dispetto di quanto sta accadendo a livello nazionale dove in tre anni si sono persi 40mila posti di lavoro (ora gli addetti sono 180mila) a causa del crollo del mercato dell’auto, legato a doppio filo col settore gomma-plastica. Che però resta “forte” nell’Empolese, con radici anche in Valdelsa. Da queste parti ci sono realtà importanti come Magis di Cerreto, Irplast e Solgomma di Empoli, Vibac di Vinci (ex Syrom), Mac di Limite, che insieme ad altre realtà più piccole impiegano un totale di mille lavoratori, per un fatturato di 400 milioni di euro all’anno, senza considerare il resto della filiera, fatta di contoterzisti e altre piccole realtà legate indirettamente a questo tipo di produzione (anche se i dipendenti hanno un altro tipo di contratto).

Numeri che fotografano il “peso” della gomma-plastica e, di conseguenza, dello sciopero di lunedì: «Da parte della Federazione – spiega Stefano Scibetta (Filctem-Cgil) – c’è stato il tentativo di approfittare del momento di difficoltà generale dell’economia per rimettere in discussione alcuni aspetti del contratto che erano ormai assodati. Anche sulla base delle novità introdotte dalla riforma Fornero, avevamo presentato una nostra piattaforma. Chiedendo prima di tutto maggiori garanzie per i lavoratori più anziani, che tendenzialmente sono i primi a pagare le ristrutturazioni aziendali. E vogliamo che coloro che per questioni di età non sono più in grado di lavorare su turni vengano riposizionati in azienda. Allo stesso tempo sappiamo che ormai tutti sono “condannati” a restare a lavoro più a lungo, di conseguenza si rendono necessarie maggiori tutele in merito alle malattie, che si fanno sempre più frequenti con l’avanzare dell’età». Ma secondo la Cgil il vero attacco è arrivato sugli orari: «Hanno tentato di manomettere il sistema di pagamento dei turni, con l’inserimento dei “gettoni di presenza”; poi la Federazione rivendicava la possibilità di far svolgere le 40 ore settimanali a proprio piacimento ai dipendenti: lunedì, sabato, domenica e così via, cancellando i vincoli che permettono al lavoratore di fare le sue controdeduzioni alla proposta dell’azienda. Insomma, ci hanno chiesto l’anima per un piatto di lenticchie». Sul tavolo c’è anche la richiesta di aumento salariale di 135 euro in tre anni: «Ma questo è un aspetto secondario – sottolinea Vladimiro Spinelli, della Rsu Vibac – siamo pronti a firmare anche domattina a “zero euro”. Però i diritti non si toccano». Poi sottolinea con orgoglio la scommessa vinta dai lavoratori dell’ex Syrom nastro adesivi di Mercatale, con la nuova proprietà che tra il 2011 e il 2012 ha rilanciato la produzione, garantendo il contratto a tempo indeterminato a 110 lavoratori: «Ogni giorno sento parlare di imprese che finiscono in mano agli stranieri. Un italiano ha scommesso su di noi e oggi ci ringrazia perché ha capito la capacità produttiva e la cultura del lavoro che c’è in azienda». E Giuseppe Dentato (Filctem) rimarca: «Questo ormai è un settore strategico per l’Empolese Valdelsa e lo stanno capendo anche le istituzioni. I segnali? Nanotech, ma anche la volontà della amministrazioni di trovare nuovi strumenti per garantire il risparmio energetico, che ci sta particolarmente a cuore perché il nostro è un settore “energivoro”, dove i consumi incidono per il 30% sui bilanci: la produttività non si cerca nello sfruttamento dei lavoratori, ma attraverso innovazione, investimenti, formazione. Siamo disponibili ad affrontare questa sfida, ma non sempre da parte degli imprenditori c’è la stessa voglia».

Francesco Turchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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