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Consiglio “aperto” sul depuratore Toni: «Si può fare»
FUCECCHIO. Una seduta straordinaria del consiglio comunale sulle recenti vicende giudiziarie che hanno investito il depuratore di Ponte a Cappiano aperta a tutti i cittadini, le associazioni e le...
FUCECCHIO. Una seduta straordinaria del consiglio comunale sulle recenti vicende giudiziarie che hanno investito il depuratore di Ponte a Cappiano aperta a tutti i cittadini, le associazioni e le rappresentanze socio-economiche. È la richiesta avanzata all'amministrazione comunale dal gruppo di minoranza del Popolo delle Libertà. «Nella convinzione - si legge nel comunicato - che la politica e gli enti locali interessati non possano limitarsi ad aspettare il corso degli eventi sul fronte giudiziario per avviare una approfondita e lucida riflessione su un tema così dirimente per le potenzialità produttive del nostro Comune, ma anche e soprattutto per la qualità della vita dei nostri cittadini, chiediamo che venga al più presto convocato un consiglio comunale straordinario aperto per fare chiarezza sui risvolti amministrativi ed istituzionali di una vicenda che ha suscitato viva preoccupazione tra la popolazione fucecchiese». La richiesta è stata avanzata dal capogruppo in consiglio comunale, Mario Lupi, direttamente nella conferenza dei capigruppo.
Il sindaco Toni dal canto suo si dice «disponibile alla convocazione di un consiglio comunale aperto» su una vicenda che ha lasciato il segno «e che ha rischiato di portare al fallimento 40 concerie e di mandare a casa mille lavoratori». Toni, ribadendo che «il Comune è pronto a costituirsi parte civile», fa anche un’altra riflessione (riferendosi all’Arpat) sulla vicenda esplosa la scorsa settimana con gli ex vertici e due dipendenti del Consorzio di Ponte a Cappiano nel mirino della guardia di finanza per aver riversato nel canale Usciana – secondo quanto è emerso dalle indagini – 5 milioni di metri cubi di liquami inquinanti: «Se queste ipotesi trovassero conferma, dovrà essere rivisto anche il sistema dei controlli, per garantire una maggiore sicurezza ai cittadini, attraverso sistemi che devono essere più sofisticati, in grado di smascherare le manomissioni».
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