La manifestazione
Muri a pezzi e bagni logori «Vogliamo più sicurezza»
La richiesta degli studenti per i loro istituti all’iniziativa organizzata dalla Cgil Il segretario: «Siamo preoccupati, la crisi porta meno attenzione a questi temi»
EMPOLI. Gli studenti erano stati chiamati a raccolta e non hanno deluso le aspettative. Un grande successo quello di ieri al Palazzo delle Esposizioni di Empoli per l'iniziativa organizzata dalla Cgil di Empoli con Regione Toscana sul tema della sicurezza negli ambienti di lavoro e di studio. Una mattinata in cui tutte le scuole del circondario, circa 800 ragazzi tra scuole superiori e medie, hanno affollato il Palazzo delle esposizioni e non sono bastati tutti i posti a sedere. Sono intervenuti rappresentanti dell'Asl 11 e della Cgil locale e regionale, oltre a rappresentanti dell'amministrazione comunale di Empoli, per parlare della situazione negli ambienti di lavoro e nelle scuole.
Gli studenti hanno presentato anche degli elaborati che sono stati mostrati durante la mattinata. «Un successo che dimostra come le nostre preoccupazioni su questa tematica siano reali - ha spiegato Rossano Rossi segretario della Cgil di Empoli - e ci è sembrato giusto coinvolgere anche gli studenti, ai giovani deve arrivare un messaggio chiaro: che la sicurezza è anche e soprattutto una questione culturale. E oggi la situazione si è fatta ancora più difficile, perché la crisi porta ad una minore attenzione verso la sicurezza nei luoghi di lavoro. Dalle nostre indagini sul territorio vediamo che i giovani imprenditori sono quelli più attenti a queste tematiche, ecco perché sui giovani dobbiamo investire in sensibilizzazione».
Gli studenti intervenuti al Palazzo delle esposizioni hanno fatto anche presente la situazione difficile in cui versano le loro scuole. «Il nostro istituto ha dei problemi - ha spiegato Vittoria Morelli, 18 anni dello scientifico - li vediamo con gli occhi tutti i giorni. Dai muri vecchi che perdono l'intonaco alle pale dei ventilatori che spesso non funzionano e il caldo soprattutto d'estate è asfissiante. Tutto questo influisce ovviamente sulla nostra sicurezza, e abbiamo accolto con favore questa iniziativa per capire come comportarci». Anche Diego Zannelli, dell'Iti, è uno degli studenti della platea. «La struttura del nostro istituto lascia molto a desiderare - spiega chiaramente il ragazzo - è vecchia e avrebbe bisogno di sostanziali interventi. E' difficile dire che ci si possa sentirsi sicuri nella nostra scuola, non ci sono le condizioni per dirlo». Sulla stessa lunghezza d'onda anche il compagno di istituto, Lorenzo Ancillotti, 18 anni. «Se si escludono i plessi di nuova costruzione - dice - Iti e Ragioneria hanno strutture fatiscenti che ormai hanno fatto il loro tempo. Dalle aule che spesso sono troppo piene a tutta una serie di altri problemi evidenti, come gli spazi obsoleti». Martina Lupi dello scientifico rincara la dose. «Il problema principale è che le strutture sono vecchie e gli spazi pochi per l'utenza - spiega - sulla scuola si investe molto poco in termini di sicurezza, muri cadono a pezzi, i bagni sono logori. Ci sarebbe molto da dire, non ci sentiamo al sicuro».
Massimo Falorni, sindacalista Cgil per quanto riguarda il manifatturiero, affronta la questione sicurezza sul posto di lavoro nel territorio del circondario. «Nell'Empolese Valdelsa monitoriamo 1400 aziende nel settore dell'artigianato manifatturiero con meno di 15 dipendenti. Nei casi in cui il datore di lavoro opera a stretto contatto con i dipendenti i problemi di sicurezza sono minori. Tra le situazioni più delicate ci sono soprattutto le imprese gestite da cinesi, dove far entrare la cultura della sicurezza è molto piú difficile».
Paolo Morelli, del settore edilizia della Cgil, parla del momento delicato vissuto attualmente. «L'edilizia è un settore in forte crisi - spiega - e purtroppo c'è storicamente poca cultura per quanto riguarda le norme di sicurezza, un aspetto che si costruisce fin dagli anni della scuola».
Sulla questione infine è intervenuta anche Eleonora Caponi, assessore alla cultura del Comune di Empoli. «Siamo attenti alle condizioni dei nostri plessi scolastici ma amaramente dobbiamo dire che non ci sono le risorse utile per intervenire e mettere in sicurezza tanti ambienti che necessiterebbero di manodopera e innovazione. Mancano le risorse e i 150 milioni di euro stanziati dallo Stato sono pochi e vanno ripartiti in tutta Italia. A Empoli, se escludiamo gli ampliamenti di recente costruzione, la situazione critica c'è ma gli undici Comuni del Circondario si stanno muovendo all'unisono sulla questione della messa in sicurezza. La situazione non è facile ma altre realtà stanno, purtroppo, anche peggio di noi».
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