Il Tirreno

Empoli

Task force all’ospedale per le vittime di violenza

Task force all’ospedale per le vittime di violenza

Sono stati 33 i casi di maltrattamento registrati in 4 mesi al pronto soccorso Ora la firma di un’intesa tra Asl 11, la Procura di Firenze e quella di Pisa

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EMPOLI. Otto casi di maltrattamento e violenza al mese ai danni di donne e bambini. Questi sono i primi dati che emergono con l’attivazione del Codice rosa. Da maggio l’Asl monitora questo fenomeno e ha preso in carico 24 donne tra cui tre in gravidanza, 5 tra bambini e ragazzi. Due vittime di stalking e infine anche due uomini.

E proprio ieri è stato firmato il protocollo d'intesa per la costituzione di una task force interistituzionale per il contrasto della violenza nei confronti delle fasce deboli della popolazione tra Asl, e in particolare il direttore generale dell’azienda Monica Piovi, il procuratore aggiunto Giuliano Giambartolomei della procura della Repubblica di Firenze e il procuratore Ugo Adinolfi della Procura della Repubblica di Pisa.

Si tratta di un accordo importante che sottolinea e garantisce la sinergia tra forze dell'ordine e l'Asl 11 a sostegno del progetto Codice rosa avviato appunti come percorso di accesso al pronto soccorso e riservato ai gruppi fragili della popolazione vittime di violenze.

Il protocollo, come spiega l’Asl, «si inquadra all'interno di una cornice programmatica della Regione Toscana relativa alle politiche di contrasto che dà avvio a un percorso istituzionale necessario per poter mettere a punto azioni integrate tra l'Asl 11 e le procure della Repubbblica al fine di avviare interventi coordinati, regolati da procedure comuni e condivise nel percorso di accoglienza, sostegno e tutela delle vittime».

In questo contesto, particolare rilievo sarà dato anche ad iniziative formative in tema di accoglienza, di assistenza e protezione alle persone che hanno subito violenza.

Come spiega l’Asl «la formazione degli operatori punta a creare esperti della rete in grado di promuovere azioni di prevenzione, riconoscere il fenomeno della violenza e sapersi relazionare, rilevare i segnali diretti e indiretti di violenza, curare e attivare il percorso integrato di accoglienza e di uscita dalla violenza».

Il Codice rosa, a cui è dedicata un'area apposita nel pronto soccorso al San Giuseppe, viene assegnato da personale addestrato a riconoscere segnali, non sempre evidenti, di una violenza subita, anche se non dichiarata. Riconosciuta la violenza, entra in funzione una task force composta da personale sanitario (medici, infermieri, psicologi) e dalle forze dell'ordine, che si attivano subito per la presa in carico della vittima e l'individuazione dell'autore della violenza. Come spiega ancora l’Asl il Codice rosa non è un nuovo centro di riferimento né una nuova struttura aziendale, ma una modalità lavorativa di “squadra”.

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