I carabinieri di Castelfiorentino cercano una “casa”
La Prefettura accoglie le offerte fino al 31 ottobre, in pole-position l’area di viale Zanini individuata in collaborazione con il Comune
CASTELFIORENTINO. I Carabinieri di Castelfiorentino hanno bisogno di una nuova sede e la Prefettura intende affittare uno stabile con determinate caratteristiche per essere idoneo allo scopo. L’immobile, indipendente, dovrà essere situato nel comune di Castelfiorentino, vicino alle principali strade di comunicazione, ed essere conforme alla normativa vigente per quanto riguarda impiantistica, risparmio energetico, utilizzo di fonti rinnovabili, sicurezza dei luoghi di lavoro ed eliminazione delle barriere architettoniche. La superficie complessiva richiesta è di circa 500 mq, con la possibilità di ricavare alloggi, locali mensa, armeria.
Privati e imprese interessati a dare in affitto un immobile che risponda a queste esigenze, potranno far pervenire le loro offerte, entro il 31 ottobre, alla Prefettura di Firenze, Ufficio Accasermamento, via Giacomini 8, insieme a planimetrie quotate e firmate e a una proposta di un canone di affitto che verrà poi sottoposto all’Agenzia del Demanio per un parere di congruità.
Maggiori informazioni possono essere richieste al comando provinciale Carabinieri di Firenze.
Quasi sicuramente tra coloro che si faranno avanti ci sarà anche il proprietario del terreno individuato da tempo da Comune e carabinieri come sede ideale per la caserma, si tratta di un’area di viale Zanini, davanti alla Shelbox. Il proprietario ha già presentato un progetto in tal senso, anche perché l’attuale stazione di via Niccoli non risponde più alle esigenze di una realtà complessa come Castello. L’amministrazione comunale guidata da Occhipinti, dal canto suo, ha adeguato in tal senso gli strumenti urbanistici, inserendo nella variante approvata lo scorso anno un’area a destinazione servizi all’incrocio tra viale Potente e via Mascagni. Il progetto del privato aveva già ricevuto l’ok di massima da parte dell’Arma, anche perché il canone sarebbe rimasto invariato rispetto a quello dell’attuale caserma. Poi è arrivata la spending review, in base alla quale operazioni del genere possono essere fatte solo a patto che lo Stato risparmi il 15%. Secondo quanto si apprende il privato che è interessato a realizzare la caserma avrebbe accettato di applicare questo “sconto”.
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