La protesta
Scarichi abusivi nell’Usciana, lo sdegno dell’ex presidente
Sulla vicenda del depuratore di Fucecchio parla Giovanni Catastini presidente fino al 2006 del Consorzio conciatori di Ponte a Cappiano
FUCECCHIO. «Era il nostro gioiello. Il fiore all’occhiello. Un’eccellenza a livello regionale. L’hanno distrutto e noi ci abbiamo rimesso tanti soldi». Giovanni Catastini è stato presidente per tre lustri del Consorzio conciatori di Ponte a Cappiano, prima di cedere il timone, all’inizio del 2006, a Massimo Banti finito nei guai insieme all’ex direttore generale Claudio Brotini, al responsabile della manutenzione Guido Morelli e al capo impianto Marco Bocelli. Secondo la guardia di finanza avrebbero taroccato le analisi, riversando milioni di metri cubi di liquami e scarti industriali nell’Usciana e quindi nell’Arno, realizzando profitti illeciti per 18milioni di euro. A seguito di questo terremoto gli scarichi delle concerie sono stati dirottati nell’impianto di Santa Croce sull’Arno e quello di Ponte a Cappiano (di proprietà del Comune di Fucecchio e gestito dal Consorzio) trasformato in una “stazione di transito”. Quella di Catastini, titolare della conceria Dallas, è la voce dell’imprenditoria sconvolta dall’operazione della Finanza: «Parlare di questa storia è per me una sofferenza».
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