Il Tirreno

Empoli

LA CURIOSITÀ/1

Montanelli, gentiluomo cacciatore

Il riconoscimento assegnatogli nel 1998. La passione nata in Padule

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FUCECCHIO. Quando Indro Montanelli fu premiato come "Gentiluomo Cacciatore" era il1998. Il presidente di Federcaccia, Giacomo Rosini, sottolineò come il riconoscimento venisse assegnato «a un uomo esemplare per le sue qualità complessive, oltre che come cacciatore». Aggiungendo che se Indro fosse nato e vissuto in Inghilterra «gli avrebbero conferito il blasone di Sir, ma essendo italiano doveva accontarsi».

La grande firma del giornalismo non si limitò ad apporre il proprio nome sul libro d'onore della Federcaccia, ma al Circolo della stampa di Milano raccontò anche da che cosa derivava la sua passione. «Il nonno Emilio Bassi si faceva da sé il calcio del fucile, mentre le canne le faceva venire dal Belgio. Sindaco al mattino, e artigiano armiere la sera, dove trovasse il tempo per occuparsi dei suoi affari non lo so. Tuttavia il primo esemplare di fucile con le canne soprellate si è visto in Padule, proprio grazie a lui».

Poi ha rivelato: «Per cani, preferivo quelli inglesi, setter e pointer, che dressavo da me; come tutti, del resto. E da ragazzo… me li portavo a letto, e finivamo per prendere botte tutti e due, io e il cane».

Non dimenticò le sue radici. «Sono cresciuto in collina, tra i boschi di due grandi Paduli, quello di Fucecchio e di Bientina, dove avevo varie cacce a disposizione. Non la pernice, e neanche la starna, ma c'erano gli acquatici, il beccaccino, e il trofeo più ambìto, la beccaccia».

In questo 2013, a Fucecchio i cacciatori che hanno ritirato il tesserino sono 605: quasi dimezzati, rispetto ai 1053 dell'anno1998.

Luciano Gianfranceschi

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